Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <466>
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466 Raffaello Barbiera
M
veneta incontrava. Gl'intervenuti all'adunanza furono: il conte Pro­spero Antonini di Odine, già membro del Comitato dipartimentale di Udine, il conte Luigi Cappello, il nobile Girolamo Salvi. Daniele Brasebi, il letterato Pietro Molinelli, il patrizio veneto- Marco Fo­sca rini, l'ingegnere Bernardo Bernardi, Giovanni Nazari, avvocato G. Gistelli, dottor Giuseppe Carraro, dottor Carlo Gua landra, l'inge­gnere Alberto Cavalletto, il dottor Pacifico Valussi, il professor Giu­seppe Clementi, l'avvocato Giovanni Bonollo, e l'avvocato Sebastiano Teccbio, aitante nella persona, potente nella voce, bellissima figura di cospiratore, cui abbiamo già accennato; 'l
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In un protocollo, furono fìssati i termini del mandato, il quale doveva rappresentare non solo le miserande condizioni, e sostenere il diritto del popolo della Venezia, ma delle Venezie . I rappresen­tanti dQvevanoJiicordare, e ripetere, il voto legalmente e unanimemente pronunciato nel 1848 dalle popolazioni venete precisato nella for. mula : Indipendenza assoluta delle Venezie dall'Austria e loro unione con la Lombardia e col Piemonte a costituire U nuovo regno dell'Alta Italia sotto lo scettro costituzionale della Gasa di Savoia ,
In quell'alba delimita,.nel *48, i Veneti, quasi tutti, pensavano a un regno nell'Alta Italia. L'evento delle annessioni, la prodigiosa con­quista del Regno di Napoli, la liberazione di Roma, tutto il compi­mento dei fati italici non occupavano ancora quelle menti, che, per il momento, dovevano limitarsi alle possibilità più vicine.
Nella lettera, con la quale al deputato eletto si comunicava l'ele­zione fatta dalla duplice riunione di Milano e di Torino, risplende ? un passo, cbe, mentre illustrava il pensiero dei patrioti, combatteva l'idea della confederazione degli Stati italiani con la Venezia avvinta alla confederazione, ma soggetta all'Austria.
Quel passo merita' (Tesser, testualmente riprodotto per intero, perchè rende eoa la massima lucidezza il pensiero dei Veneti abbor-renti da ogni soggezione larvata da comode concessioni bugiarde:
La forza progressiva ed irresjstibne del sentimento nazionale italiano ci impone il debito di non piegare alla fiacchezza dei mezzani partiti ; questi ci possono essere imposti dalla violenza straniera, ma da noi senea lesione
1 Tutto questo e quanto seguo e fratto dal carteggio Q-iustìniaiv.