Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno
<
1941
>
pagina
<
639
>
La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 639
cui erano state riferite, avevan fatto comprendere che, dato il modo, con cui erano state comunicate, non avrebbero avuto speranza alcuna di successo. Verso la fine del febbraio 1844, tenendolo nascosto al Brignole, per ovvie ragioni, il Re Luigi aveva pensato, se, prima di vedersi scavato il terreno da Londra e di trovarsi in una difficilissima situazione interna ed esterna, non fosse conveniente proporre una ufficiosa mediazione. Non aveva avuto migliore fortuna. Ed il motivo del rifiuto ba esposto in modo limpido il La Margherita, in ima delle più belle pagine del suo Memorandum. Sostanza ne fu la convinzione che l'intervento francese avesse lo scopo precipuo di impedire che il Regno di Sardegna ottenesse le soddisfazioni volute, anche ricorrendo alla forza; e questo, al fine di impedire uno sconvolgimento nella Reggenza, con grave danno della situazione politica e degli interessi, che, colà, fortissimi, aveva la monarchia orleanista. La esperienza degli ultimi quindici anni aveva insegnato a Torino, quale conto dovesse esso fare delle stesse profferte di amicizia che, ne1 momenti più difficili della sua politica, gli aveva proposte la dinastia di luglio. i]
Una tale, garbata, ma significativa ripulsa era stata male accolta tanto da Luigi Filippo, quanto dal Guizot. Il quale, forse, non aveva .suggerito questo passo al suo Sovrano perchè, più di lui, conosceva quello che si pensasse in Torino della Francia: ma il rifiuto ricevuto non poteva non colpire l'intero Governo. E poiché la tattica della pacificazione, delle intese segrete, degli accomodamenti conclusi dietro le quinte, non aveva avuto effetto, sovrano e ministro, davanti alla urgenza della cosa, decisero di mutare contegno e ricorrere a' mezzi di intimidazione, ritenendo che il piccolo Piemonte avrebbe ceduto di fronte al forte e minaccioso vicino occidentale.
H 7 marzo 1844 il Guizot invitò il Brignole a conferire con lui al Ministero. Come lo vide, gli comunicò che Luigi Filippo desiderava parlargli dello sviluppo, di recente preso dalla vertenza sardo-tunisina. Ed egli, dal canto suo, non gli nascose la generale preoccupazione per le intenzioni della Sublime Porta, di inviare in Tunisi navi da guerra.
Cette interveation mili taire esclamò il Guizot uè saurait ètte tolerée par la France. Déja, il y a quelqucB unnec, lorsque le Gran Scigneur, mécontent du Bey de Tania, menala cehd-ci de l'envoi d'une cscadxe pour le forcer à se soumettre à sa votante, le Cabinet des Tnileries protesta hautement coti tre une telle résolution: il déclaza an Divan quo l'apparition d'una escati ce ottomane elevarti. Tunis serait par lui envisagéc comme un ade d* liosliliie contro la France, et l'cxpédition de l'cBcadre fui coatremandée.
i) DELLA MARGHERITA C, Memorandum* op. eit., pp. 288, 289*