Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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641
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (J843-1844) 641
Dal colloquio con il Guizot, il Bùgnole potè intuire quale sarebbe stato il tenore della udienza del Re. Questi, da prima, si dolse di non essere stato compreso, quando erasi offerto amichevolmente da prima, ufficialmente poi, come paciere, essendo stato a ciò mosso dall'unico desiderio di pace. Accortosi, ora, cbe lo stato delle cose si faceva sempre più preoccupante, era venuto nel proposito di rompere l'impostosi silenzio con, il rappresentante di S. M. Sabauda. Avvertì il Brignole, intanto, che non si desse alla sua comunicazione un carattere ufficiale, che avrebbe assunto un valore, indiscutibilmente grave, ma espresse il desiderio, che le sue parole fossero considerate come ispirate ad un confidenziale Scambio di vedute e di pensieri, perchè il Governo sardo ne avesse saputo trarre tutto quello che avrebbe creduto riuscir utile ai suoi immediati interessi. E, fermo nella sua prima idea di essere incaricato di sopire le differenze fra Tunisi, Torino e Luigi Filippo fece comprendere che aveva evitato di esprimere chiaramente il suo pensiero e che lo eviterebbe ancora, solo, per impedire che si giungesse con il Governo piemontese, in una materia così delicata, ad inattese situazioni ufficiali che potevan riuscire poco piacevoli all'una ed all'altra nazione.
Venendo alla sostanza della questione, Luigi Filippo, ripetuti sommariamente i concetti esposti dal Guizot, sulle ragioni che sospingevano la Francia ad assumere il contegno di opposizione a qualsiasi ampliamento della vertenza e ad ogni operazione bellica, ammonì il Brignole che, nel conservare la intangibilità dello Stato tunisino, egli era d'accordo con il Governo inglese. E questo era stato pattuito, aggiunse S. M. Francese, sin da primi tempi del suo Regno, ne' quali il gabinetto di Londra avevagli comunicato che non avrebbe permesso, da parte della monarchia di luglio, sotto qualsivoglia pretesto, la minima impresa contro la Reggenza Tunisina, ricevendone la seguente risposta: Nous ne toucherons pas à Tunis, mais nous ne suffrirons pas non plus que personne y touche.
E, quando si rifletta al fatto che, proprio in quei giorni, il Governo inglese aveva offerto la sua mediazione che era stata accettata, in Torino ed a Tunisi, è facile intendere che Luigi Filippo voleva ricordare al La Margherita, di non fare troppo affidamento sia sulla sincerità britannica, sia sulla condiscendenza francese a proposte, che fossero giunte da Londra. L'orgoglio del monarca francese, che era stato colpito dal replicato rifiuto inflittogli dal conte Solaro, non concedeva di ammettere che fosse risolta, a danno del suo stesso prestigio* dalla potenza rivale per eccellenza, una questione .che, sollevata obliquamente da* suoi rappresentanti, aveva preso ras, iaprevistQ sviluppo, quando il suo Governo aveva