Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <643>
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Lavertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 643
Votre Majesté replicò me permettra de Lui dire, que je ne puis pas me résoudxc à penser qu'EUe ait voulu entcndrc par ces mots qu*il soit libre au Bey de Tunis de offenaer à sou gre une Puissance étraugère, et qu'il soit par contre interdit à celle-ci, par la volonté de la France, de prendre satìsfaction d*nn tei afEcont;.3!)
Luigi Filippo ebbe 1" immediata sensazione di essersi lasciato andare oltre i limiti voluti dalla convenienza: egli si rese conto che dal tono, con cui aveva pronunziato le precedenti minacciose parole, l'ambasciatore di S. M. Sarda poteva trarre tali deduzioni, da determinare quello stato di cose internazionale, clie la Francia voleva, ad ogni costo, impedire. Non era da prevedersi infatti quale sarebbe stato l'atteggiamento delle grandi potenze, se il Piemonte avesse loro dimostrato che non doveva più ottenere soddisfazione dal Bey di Tunisi, ma tutelare la propria indipendenza dalla minaccia della monarchia di luglio. À parte la osti­lità di Russia, Prussia ed Inghilterra, non sapevasi anale sarebbe stato il contegno della stessa Austria, non ostante le proteste di amicizia, collaborazione, che da Parigi si facevano a Vienna, dove, sia pur con notevole reticenza, erano accolte.
Di fronte ad una siffatta realtà Luigi Filippo sentì il bisogno, per il momento almeno, di rimediare all'errore commesso. Bisognava, prima, conoscere a fondo come si sarebbe comportata l'Europa, se gli eventi aves­sero messo di fronte Francia e Piemonte. E, poiché sapeva che le sue parole sarebbero state immediatamente riferite a Torino e che, quivi, si sarebbe energicamente reagito contro la loro sostanza, volle correre a' ripari. Lungi il sospetto, egli dichiarò al Brignole, che avesse -voluto ammettere che Ahmed bey, per la protezione di Francia, avesse potuto impunemente ledere l'onore e la libertà di azione di S. M. Sarda: Je porte respect, plus que qui ce soit dichiarò à l'indépendence du Roi de Sardaigne et à tous les droits qui en découlent. Egli non avrebbe voluto entrare nella que­stione; lo aveva fatto per gli interessi della Francia, che doveva tutelare da qualsiasi pericolo la sua recente colonia. La quale aveva tutto da temere da un movimento, che fosse sorto a' suoi confini orientali, non essendo da escludersi che la presenza delle forze' turche, o l'attacco di una nazione cristiana contro una signoria musulmana, avesse fatto scaturire un movi­mento xenofobo, pericoloso per gli Europei, che si trovavano nell'Africa settentrionale. Valeva la pena di suscitare tutto questo e di porre in pericolo vita ed averi dei coloni d'ogni nazione, dimoranti in Tunisi; di causare le più. gravi preoccupazioni in Francia, per l'Algeria ancora in
1) A, S. T., Lettore Ministri, Francia, mazzo 274, Brignole al La Margherita, 8 marzo 1844, Appendice di documenti.