Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <646>
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francese. ' * Di questa situazione l'Oppizzoni si avvale per sostenere presso il Petiet il principio che nella costituzione della Cisalpina la religione cattolica fosse dichiarata religione dello Stato, appoggiandosi a quanto in proposito Buonaparte aveva dichiarato il 5 giugno 1800 nell'allo­cuzione ai parroci milanesi. E questo uno di primi atti, nel seno stesso della Cisalpina, per la riconquista del primato religioso, che avrà poi seguito nelle discussioni del congresso di Lione del 1802, al quale l'Op-pizzoni partecipa nella sua qualità di membro della Consulta. In quel lungo, laborioso e pletorico congresso, egli assumerà in breve posizione di notevole rilievo. Morto l'arcivescovo Visconti nei primi giorni del­l'assemblea (quando Marescalchi, Serbelloni e Taillerand si conten­devano il favore dei deputati con fastosi banchetti, e il Visconti fu coito da sincope proprio all'inizio di uno di essi), l'Oppiazoni divenne uno dei più validi sostenitori dei diritti della chiesa milanese, della ricostituzione delle sue rendite, e della codificazione del principio che la religione cattolica doveva essere la religione della repubblica ita­liana. Eletto nel comitato degli ecclesiastici per discutere col Primo Console le questioni di culto, tenne testa con fermezza alle obbiezioni e ai cambiamenti di tesi di Buonaparte. Fu poi, pei voti dei confratelli, fra i trenta consulenti incaricati della costituzione del Governo.
Dal congresso di Lione, l'arciprete Carlo Oppizzoni, ritornò cir­condato dal favore politico del Primo Console, e con le cariche di mem­bro del corpo legislativo e del collegio dei dotti. 2> Contribuì certamente anche la parentela col conte Francesco Melzi d'Eril, vice presidente della repubblica, e la notevole influenza che l'Oppizzoni aveva, sia per la sua carica di arciprete del Duomo, sia per le vaste conoscenze fra la nobiltà lombarda, a dar rilievo alla sua personalità. Così l'anno stesso il Primo Console lo propose per la nomina ad arcivescovo. Fu
i) Si tratta di una interessante lettera di Alessandro Berthier, generale in capo dell'armata francese di riserva, in data 14 prairìal dell'anno 8 della repub­blica (3 giugno 1800) con la quale assicurava l'Oppizzoni, che intenzione del Berthier era quii loul ce qui tieni au eulte suit la forme et Uà usages qui se soni toujours pratiqués, aggiungendo, che ces disposili a ns sont pour le personnel commuti pour l'exercice interinar et exterieur du eulte. Il Berthier prega l'Oppizzoni di rendere noto ciò alla diocesi, precisando, che Varrivée dea francala àMilon ne doit rien changer à cet égard. Questa dichiarazione di lealismo religioso (rinvenuta fra i manoscritti del cardinale Oppizzoni) è assai importante nei rapporti fra Chiesa e Napoleone, in quanto segue di poco quella fatta dal Primo Console a Vercelli il 30 maggio 1800 al cardinale Martiniana. J
*) Nomina alle cariche costituzionali della Repubblica Italiana promulgata nei camiti nazionali in Liane, anno 1-2 gennaio 1802, Milano, dalla tipografìa Valedini, pp. 6 e 25.