Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
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1941
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647
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L'Episcopato bolognese e gli avvenimenti del 1848 e 1849 647
dapprima destinato a Ravenna, in quanto il Codronchi doveva essere trasferito a Bologna; ma in seguito, per la rinuncia di questi, fu hi sua vece, nominato l'Oppizzoni. Aveva allora 33 anni, e di tanta fortuna il primo a esserne seriamente preoccupato fu rOppizzoni stesso, il quale compi sforzi veramente straordinari e insistenti per evitare la nomina. Dovette cedere di fronte agli ordini di Pio VII, al quale, per vari motivi, non esclusi quelli politici, era tornata gradita la designazione del Primo Console. La nomina avvenne il 21 settembre 1802. Accettata la carica, POppizzoni non lesinò la sua riconoscenza per Napoleone, e fin dalla sua prima epistola pastorale lo salutò arbitro della pace europea e ordinatore di stati. *) Nel 1804, sempre per sollecitazione di Napoleone, fu creato cardinale, col titolo di san Bernardo alle Terme, sostituito in seguito in quello di san Lorenzo in Lucina.
H giovane arcivescovo, accolto a Bologna con larghi tributi di epigrafi e di sonetti, non ebbe le immediate simpatie del clero, particolarmente di curia. Oltre all'età, concorrevano varie altre ragioni. Si desiderava (e monsignor Benedetto Conventi rappresentante della Diocesi a Lione espresse tale voto a Buonaparte), che il nuovo arcivescovo (la sede, per la morte del cardinale Gioanetti, era vacante dall' 8 aprile 1800) fosse bolognese, e gli aspiranti non mancavano. La nomina di un milanese, interrompeva una tradizione secolare. Da quando la Diocesi era stata eretta in arcivescovato (1552), su 14 arcivescovi, 11 furono bolognesi, e di essi due papi: Gregorio XV e Benedetto XXV. Non bastarono quasi 53 anni di episcopato per rompere il dissenso. Valse a mantenerlo il fatto che l'Oppizzoni non trovò fra gli elementi di curia validi e intelligenti collaboratori, e quindi fu costretto compiere opera personalissima di governo, coadiuvato da monsignor Pagani, milanese e compagno di studi, che si era portato con sé come segretario, e che poi nominò arciprete della Metropolitana di Bologna. Accrebbe tale dissenso in seguito alla creazione di alcuni istituti limitativi della
'' Epistola pastorali* ad clcrum, et popolimi universum Diocesis suae, Mcdio-Jani, MSCCCII, p. 18.
L'origine napoleonica delia nomimi episcopale dell'Oppizzoni è documentati! dalla lettera ohe il nuovo presole scrisse al Primo Console, il 23 novembre 1802, dopo il giuramento civico: Eccomi scrive * mercè vostra Arcivescovo di Bologna. Col giuramento, che in tale qualità ho prestato nelle mani del vostro Vice-Gerente non fio fatto altro, che consacrare i sentimenti, di cui sono animato. Più oltre, dopo avere invocato, che si osservassero le promesse fatte al congresso di Lione per una equa dotazione della Mensa arci vescovile, onde avere i mezzi per soccorrere i poveri, l'Oppi z-oni aggiunge: <t Codi se debbo un'ora ravvisare in voi l'auspice del mio innalzamento, potrò in avvenire trovare altresì in voi il mio Tu telar e, e il mio appoggio. (Archivio arcivescovile di Bologna: mss. Oppizzoni. carL 6, fase. 2).