Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <648>
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8 Umberto Resechi
libertà amministrativa degli enti ecclesiastici, e non cessò neppure dopo morte.9 Non mancarono neppure conflitti con le locali autorità napoleoniche; e si deve a un complesso oscuro di intrighi, che qui sarebbe lungo esaminare e dipanare, organizzati dalla polizia, in collaborazione con altri elementi, un'accusa scandalistica con l'intento di far cadere in disgrazia l'arcivescovo. Ma Napoleone, esattamente informato dal principe Eugenio, dal Melzi e dallo zio cardinale Fesch, fece rapidamente e decisa giustizia: cacciò in galera gli artefici principali dello scandalo, e trasferì altrove il prefetto Teodoro Somenzari.
Questo successo aumentò la fama di napoleonista già attribuita all'Oppizzoni, confermata dal suo pubblico contegno, e si deve a ciò, di essere cioè considerato, come si esprime il Ranieri, persona gradita a Napoleone,2) se il 7 dicembre 1807, il segretario di stato cardinale ' Casoni, a nome di Pio VH, gli diede incarico, insieme al cardinale Carlo Francesco Caselli, vescovo di Parma, pur esso di nomina napoleonica, e uno degli artefici, col ConsaJvi, del concordato del 1801, di compiere presso l'imperatore una particolare missione. I termini dell'incarico erano, in verità, un po' vaghi: Complimentare in nome di N. S. felici­tandola del suo viaggio, e raccomandargli gli affari della S. Sede. La missione si esaurì in un breve e concitato colloquio a Milano il 21 dicem­bre 1807, ove Napoleone era di passaggio, nel quale colloquio parlò sol­tanto l'imperatore, esprimendosi in tono minaccioso pel regno temporale di Pio VH. Al Papà non, piacque il modo col quale la missione era
*) Non esìste una completa biografia dell'Oppizzoni: ma soltanto alcuni elogi pronunciati in occasione del cinquantenario di episcopato. Il discorso commemora­tivo pronunciato durante le solenni esequie celebrate dai Barnabiti in S. Lucia, non fu pubblicato, e forse se ne comprendono le ragioni. Poche pagine biografiche sono nel De Archiepiscopi Ecclesiae bononensis commentarli scripsit Vincentius Taroxxius (pp. 4146). Il Guidiciui (Notizie diverse relative ai vescovi di Bologna da San Zarna ad Oppizzoni, Bologna, 1883) fa dell'Oppizzoni soltanto il nome. Il sacerdote bolognese D. G. C. nel suo opuscolo TJ episcopato bolognese (Modena. 1857), oltre a brevi cenni biografici, dedica una intera seconda parte (Il governo dclVEminentissimo Card C. Oppizzoni) per difendere l'opera dell'arcivescovo. È una vivace polemica contro i sacerdoti denigratori dell'Oppizzonì, i quali, oltre alle censuro verbali, avevano anche pubblicato sfoghi su alcune gazzette. E interessante sapere che il sacerdote bolognese, che mal si nascondo dietro la sigla D. G C, è don Giacomo Cassani, sacerdote liberale, ferventissimo nel 1848 e 49, e dopo il 1859, arciprete di Poggio Renatilo, e insegnante all'università bolognese,il quale, a pausa delle sue vicende politiche, aveva, spesso avuto censure dal cardinale Oppizzoni.
Uno studio moderno su un episodio della viiu dell'Oppizzoni fu pubblicato da Gip-vanni Natali, lavoro che citiamo più avanti. Notevole è poi il cenno biografico pubbli­cato da Giovanni Muioli nel Dizionario dei Risorgimento, voi. HI, Persone, p. 735.
2) P. ILARIO RINIERI, La diplomazia pontificia: Napoleone t Più Vili voi. Ili, p. 1, p. 387.