Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
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1941
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pagina
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649
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L'Episcopato bolognese e gli avvenimenti del 1848 e 1849 649
stata condotta, e, soprattutto, il suo esito. Il rimprovero è evidente nella lettera di risposta del cardinale Casoni alla relazione dell'Oppizzoni: ...crede il S. Padre, che non abbia l'Em.za V.ra mancato di rilevare i mali, che soffre la Religione in codesto Regno perule infrazioni del Concordato, e per tante innovazioni. Il cardinale Oppizzoni conosceva benissimo (ne teneva nota) le infrazioni ai rapporti fra Chiesa e Stato, e devotissimo alla prima, ed ossequiente ai poteri pubblici, la sua coscienza di religioso e di cittadino era angustiatissima pei pericoli che correva la S. Sede, ma al rimprovero velato del cardinale Casoni, fa facile all'Oppizzoni rispondere osservando che il mandato era impreciso, più atto di cortesia che di politica, e che il colloquio si era svolto al lever dell'imperatore, fra l'affollamento delle persone che erano convenute. La polemica fra i due porporati, dietro la quale si intrav-vedono le figure dei due grandi contendenti, non ebbe seguito, in quanto Napoleone dava esecuzione al suo proposito di distruggere tutto ciò che Carlo Magno operò a prò della Chiesa. *)
Il 19 febbraio 1809, il cardinale Carlo Oppizzoni, essendo compreso nella categoria dei grandi ufficiali del regno italico (art. 1 dello statuto costituzionale), veniva nominato senatore.
Finisce con questa nomina la carriera napoleonica dell'arcivescovo di Bologna, che ebbe splendore di onorificenze, e d'incarichi. Il cardinale Oppizzoni, da parte sua, come rilevammo, nei suoi atteggiamenti pubblici, fu caldissimo fautore ed esaltatore di Napoleone. Ne fanno fede moltissime notificazioni pubblicate in occasioni di vittorie, di paci e di onomastici. E se non mancava di segnalare al Papa le ripetute violazioni al concordato del 1803 con la repubblica italiana, era però pronto esecutore e collaboratore degli atti del regime, come avvenne per la coscrizione e per l'attuazione del codice napoleonico, specialmente in quella parte delicatissima che prescriveva la precedenza del contratto civile sul rito religioso. Chiamato a Parigi alla fine del 1809 con altri cardinali, per assistere alle nozze fra l'imperatore e Maria Luisa d'Austria, è fra i tredici, capeggiati dal Consalvi, che si rifiutano di presenziare a una cerimonia canonicamente irregolare. Inficiando la validità della sentenza di divorzio pronunciata senza l'intervento papale, questi porporati appaiono agli occhi di Napoleone come rivoltosi, in quanto sollevavano la più seria eccezione sulla legittimità dei figli nascituri,
J) Le vicende della se missione del cardinale Oppizzoni e Ceselli presso Napoleone* è brevemente narrata nella citata opera del RINXBRI (pp. 386 a 389). condotta su documenti dell'Archivio Vadeano. In quello arcivescovile di Bologna (mas. Oppizzoni, earti 8, fate. 12}, la documentazione è completa, e di questa ci siamo valsi.