Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <651>
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VEpiscopato bolognese e gli avvenimenti del 1848 e 1849 651
dei dogmi agli urti delle novità rivoluzionarie, e da una innata tenacia lombarda, che poteva sembrare energia. Alle (riforme politiche il suo spirito non era totalmente chiuso. Ne sono prova le molteplici e non opportunistiche adesioni a talune novità del periodo napoleonico, la sua opera nel 1831, e certe riforme nell'ordinamento amministrativo della Chiesa bolognese ispirate a concetti costituzionali. Ciò ch'egli riteneva invincibile era la potenza spirituale della religione. L'espe­rienza della sua lunga vita gli aveva insegnato, in proposito, molto, soprattutto il periodo napoleonico. Quale forza risolutiva potevano avere gli avvenimenti successivi nei confronti della integrità spirituale della Chiesa, se questa aveva trionfato su Napoleone? Ecco perchè si mostrò sempre longanime e fiducioso, di una tolleranza da apparire spesso come tacita adesione, temporeggiando e frenando ogni tentativo di reazione, ritenuta inutile e dannosa all'opera infallibile del tempo.
Sapete la massima mia scriveva dal Conclave il 16 giugno 1846, il giorno stesso dell'elezione di Pio EX. al suo fido segretario don Vincenzo Sola : credere poco, e dubitare quasi dei fatti che si vedono. Due anni dopo (28 settembre 1848) scrivendo alla nipote Antonietta Greppi, maritata a Parma col marchese Diofébo dei principi Melilupi di Soragna, ripeteva, dopo aver riassunto la tragica situazione bolognese, di quei mesi, la stessa massima: Tutto ascolto, o leggo: poco o nulla credo e tutto calcolo: sono vecchio, e mi regolo con questi principi da molti anni.1) Massime che apparirebbero di uno scettico, se non fossero di un uomo di grande esperienza. Le quali massime, accoppiate con l'ammonimento dell'Ecclesiaste: Sapiens tacebìt usque ad tempus, pro­clamata in una notificazione, che è fra le più censurate dell'Oppiz-zoni, in quanto precede di pochi giorni la fucilazione di Ugo Bassi, definiscono il carattere dell'uomo e i suoi atteggiamenti durante gli avvenimenti del Risorgimento.
In questo studio limitiamo la nostra indagine sugli avvenimenti che vanno dall'elargizione dello statuto da parte di Pio IX al giugno 1849, periodo turbinosissimo per l'episcopato bolognese, che coglie il vegliardo cardinale, quasi cicco, ancora solenne nella sua alta e sottile figura, e soprattutto attivissimo negli atti del suo ministero ecclesiastico, ma spesso anche politico. Nel maggio 1849, l'occupazione austriaca delle legazioni, dopo breve e tenace resistenza bolognese, restaura il Governo pontificio. Ma non potevamo esimerci di andare brevemente oltre a quell'avvenimento. Nel giugno 1849 si determina il primo e grave
i) Collezione dott, Nullo Musini di Fidenza: carteggio Greppi.