Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <652>
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652 Umberto Bcseghì
urto fra il potere militare austriaco e il cardinale Oppizzoni (episodio ignorato, nel quale l'arcivescovo applica, con sforzo doloroso, le sue massime), e che è l'inizio di una lunga serie di sopraffazioni, che posero il potere pontificio alla mercè dei liberatori e invasori a un tempo stesso. A questo episodio arrestiamo la narrazione, in quanto l'avvenimento successivo, l'abbandono di Ugo Bassi, agli austriaci, che apparve non soltanto atto, sia pure passivo, di politica reazionaria, ma mancato esercizio di inviolabili doveri canonici, ha bisogno di particolare e ampia trattazione. *1
H IL B B LE RIVOLUZIONI E LE RIFORME DEL 1848
JX cardinale Oppizzoni, dopo la ferma condotta tenuta di fronte a Napoleone, la relegazione e la prigionia in Francia, aveva conquistato la completa fiducia della S. Sede, che durò inalterata per tutto il regno di Pio VII. H suo bonapartismo, che lo rendeva sospetto, era stato scontato con una aperta difesa dei diritti papali, acquistando un titolo di beneme­renza sui colleghi, i quali avevano portato lo sfarzo e la dignità della loro porpora, nel corteo nuziale di Napoleone. Le amare parole del cardinale Consalvi, non erano soltanto la conseguenza della situazione morale del momento in cui scriveva,2) ma dello stato d'animo che divideva il gruppo dei cardinali neri dai cardinali rossi, e che li distinguerà anche per l'avvenire. L'Oppizzoni fu quello che sopravvisse a tutti, e mantenne, malgrado gli avvenimenti successivi, fede indiscussa alla politica del pontefice. Cosi è fra i seguaci dell'opera di Pio IX, e nelle sue notifi­cazioni ne esalterà gli atti, ma lo seguirà anche nella sua ritirata sulle posizioni di partenza. Nell'esecuzione di questa condotta, l'Oppizzoni saprà usare la prudenza necessaria per evitare urti e reazioni locali,
1) Ali'infnori di alcune notificazioni, i soli atti pubblici di cui ci siamo serviti, il nostro stadio è unicamente basato BU documenti mediti dell'Archivio arcivescovile di Bologna. Il quale, dopo il sapiente riordinamento compiuto con appassionata cura da don Augusto Macchiavelli, che vi è addetto, rivela il tesoro inestimabile delle sue carte. Devo alla liberalità dell'Emincntissimo cardinale Nasalii Rocca, attuale arcivescovo di Bologna, e alla guida intelligente e cortese di don Macelli avelli, il frutto delle mie ricerche. A entrambi la gratitudine mia e degli studiosi.
Per quanto si riferisce alla fucilazione di Ugo Bossi, e alle responsabilità che ne nacquero, l'argomento fu ampiamente trattato, sulla scorta di copiosa docu­mentazione tratta dagli archivi del vaticano, dell'arcivescovado di Bologna e dal Krìegsarchiv di Vienna, nella biografìa-dei Barnabita recentemente da me pubblicata.
2) Memoires du Cardinal Consalvi, secrétaire d'Hot du Pape Pio VII, uvee intra-duetion et dea notes par J. CKETIREAU-JOLY, Paris, Henri Plon, 1864, voi. I, pp. 416 eseg.