Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
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1941
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pagina
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653
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L'Episcopato bolognese e gli avvenimenti del 1848 e 1849 653
allo scopo di non compromettere il prestigio della religione. Occorre tenere presente ciò per attribuire ai suoi atti il giusto significato. Come non devo dimenticarsi che nella profonda divisione avvenuta fra il suo clero (esuberante e impulsivo quello schierato a favore delle idee liberali, tenace e iroso l'altro), il cardinale Oppizzoni fa parte a sé, sia per ragioni di carattere, sia per la particolare situazione alla quale abbiamo già accennato. A Bologna, nel fervore di quella primavera del 1848, cosi promettente di larga fioritura, ogni occasione era sfruttata per provocare manifestazioni e indire cerimonie. A noi interessano quelle, che, pel loro carattere, inducevano la curia arcivescovile ad assumere particolari atteggiamenti. All'annuncio delle costituzioni a Napoli, a Torino, a Firenze, i cittadini e la guardia civica erano convocati in San Petronio, per cerimonie religiose di ringraziamento (3, 13 e 20 febbraio 1848). Ma esse erano anche propiziatrici di imo statuto pontificio. Quando questo fu concesso, il cardinale Oppizzoni ne diede partecipazione al clero con una circolare (18 marzo 1848) assai calorosa:
Tutti i pensieri, tutte le cure del nostro amatissimo Sovrano, del Sommo Pio, sono dirette alla felicità de* suoi dilettissimi Sudditi. Lo Statuto fondamentale emanato dalla sua sapienza in questi ultimi giorni pel governo temporale degli Stati di S. Chiesa, è un tal bene, che Noi non possiamo a parole significare.
E invita i parroci a pubbliche cerimonie di ringraziamento.
Ma più imponente celebrazione stabilì pei giorni 26, 27 e 28 marzo, disponendo (notificazione 22 marzo 1848) la straordinaria traslazione a Bologna, e nella basilica di San Petronio, dell' Imagine della Madonna di San Luca, che, tradizionalmente, avviene regolarmente ogni anno per le Rogazioni minori nella Metropolitana di San Pietro. Esaltando, in quella notificazione, l'atto eostituzionale di Pio IX, l'arcivescovo proclama, che
il Dio delle Misericordie in questi giorni ha fatto mirabilmente risplendere la sua potenza e con prodigi non aspettati dagli uomini ha scosse le nazioni...
Se il cardinale non alludesse chiaramente allo Statuto pontificio, le sue parole potevano sembrare esaltazione degli avvenimenti rivoluzionari, che in quei giorni scuotevano l'Europa e l'Italia. Ma egli fa appello al fervore religioso dei bolognesi per celebrare la generosità di Pio IX, il quale contemperando i diritti del Trono coi bisogni dello Stato, pose questo ad eguaglianza con tante altre Nazioni d'Europa, e <c salvata l'integrità della Chiesa, ha unito in bell'accordo la Religione colla Civiltà, la dignità del Sacerdote col potere dello Stato.
') Archivio arcivescovile di Bologna: notificazioni f. 143, n. 208 Cancellerìa*