Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
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1941
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pagina
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654
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654 Umberto Beseghi
Nei giorni seguenti (26 marzo e 4 aprile 1848) eccita i parroci a concorrere per la formazione delle liste elettorali, avvertendo, che
sì tratta di cooperare al provvido ordinamento dello Stato, al conseguimento della comune felicità,
e ordina, di conformità a istruzioni pontificie, pubbliche preghiere (notificazione 1 maggio 1848) pel buon esito delle elezioni. Ma di questa notificazione, a causa di un periodo in essa contenuto, dovremo riparlare.. In occasione delle Rogazioni maggiori, scrive:
Noi uniremo le nostre alle vostre preghiere, e in umiltà di spirito supplicheremo a Dio autor della pace di volger pietoso lo sguardo alla sua diletta Italia, di benedirla, di prosperarla, affinchè si adempiano sopra di Lei le disposizioni della Provvidenza, e le sante intenzioni del supremo Nostro Gerarca l'Angus to Pio. ( Notificazione 15 aprile 1848)
Frasi contenute e un po' vaghe fra tanto rombare di entusiasmi, rivoluzioni e guerre, che con cauta prudenza tentano di tradurre il pensiero pontificio. Il cardinale Oppizzoni ha davanti a sé la notificazione di Pio IX del 30 marzo 1848, ben più sonante:
Gli avvenimenti che questi due mesi hanno veduto con sì rapida vicenda succedersi e incalzarsi, non sono opera umana. Guai a chi in quel vento che agita, schianta, e spezza i cedri e le roveri, non ode la voce del Signore.
Ma quindici giorni sono passati, siamo prossimi alla conoscenza pubblica dell'allocuzione del 29 aprile, e il cardinale preferisce tradurre a suo modo la conclusione della notificazione papale, la preghiera, cioè,.
affinchè gli occhi Nostri veggano la pace sopra tutta questa terra d'Italia, che se nella nostra carità universale per tutto il Mondo Cattolico non possiamo chiamare la più, diletta, Dio volle però che fosse a Noi la più vicina..
* * *
Questi atti pubblici sono paralleli ad altri di prudenza, e che lo inducono a consentire a pretese della piazza. Nella notificazione 15 aprile si notò un cambiamento nello stemma dell' Oppizzoni. Era scomparsa, cioè, l'aquila bicipite, che lo inquadrava. Tale mutamento era stato provocato dalla seguente lettera aperta, diffusa a stampa:
Al Sig. Cardinale Arcivescovo Carlo Oppizzoni Eminenza,
Tutti i buoni cittadini Bolognesi, cui sta a cuore il decoro dello Patria, veri amici dell'italica Liberta, odiatori eterni di ogni straniera dominazione, caldamente vi pregano