Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
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1941
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pagina
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656
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656 Umberto Beneghi
Così mentre nell'aprile 1848 il cardinale Oppizzoni riteneva prudente omettere la preghiera per l'imperatore d'Austria istaurata dal 1814, nel dicembre dello stesso anno, su suggerimento del padre preposto di S. Lucia, chiesa officiata dai Barnabiti, prescrisse di omettere durante il cauto del Te Deum di fine d'anno, le rituali invocazioni di benedizione dopo il versetto salvimi fac; misura anche questa di prudenza politica.
Interessante è una postilla al famoso ordine del giorno Durando diramato a Bologna il 5 aprile. Dopo la secca smentita della Gazzetta di Roma (il Papa quando vuol fare dichiarazioni di sentimenti parla ex se non mai per bocca di alcun subalterno ), il cardinale osserva: Dunque fu un arbitrio del Sigr Generale Durando. Dunque le conseguenze possono essere funeste . Dichiarazione preziosa, specie dt allarme che pone a se stesso di non essere imprudente.
In cerimonie religiose, invece, abbondava. Quando la spiritualità cattolica poteva incestarsi negli avvenimenti politici, l'arcivescovo era larghissimo nelle concessioni, purché non investissero il suo prestigio, come una volta avvenne. Cosi approva la benedizione delle molte bandiere che ogni corpo inalzava, e fu abbastanza largo, salvo qualche eccezione, nell'autorizzare sacerdoti ad aggregarsi alle truppe come cappellani, concedendo i relativi discessi. Postillò con compiacenza: l'ordine del generale Durando di costruire una carrozza-cappella pei servizi religiosi alle truppe.
Quando sorse il proposito di celebràrare esequie al generale Alessandro Guidetti, caduto alla difesa di Treviso il 12 maggio 1848, così scrisse al comandante della Civica:
Io non solo approvo il pensiero, ma lodo altresì tale divisainento come quello che mostra il generale cordoglio che e pure di tutta la città per la perdita fatta dall'Illustre Capitano. (Lettera 30 maggio 1848).
E lo stesso contegno segui accogliendo (lettera 26 giugno) la proposta del comandante del Battaglione Cacciatori Alto Reno, di celebrare solenni esequie ai caduti in guerra, delegando i frati conventuali di S. Francesco. Il padre guardiano, frate Antonio Serrazanetti, ringraziando (lettera 21 giugno), si ritiene autorizzato di fare una dichiarazione di patriottismo:
Mi toma eziandio gratissima codesta risoluzione, perchè trattasi di giovare spiritualmente alle anime di que" valorosi che da forti hanno combattuto per la causa comune d'Italia. 0
1} Archivio arcivescovile di Bologna: atti ri servati 1848, fase. 26, cart. S/4G8.