Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <663>
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L'Episcopato bolognese e gli avvenimenti del 1848 e 1849 663
canonici, monsigno i e professori della pontificia università. È questo il pronunciamento in grande stile per indurre il cardinale a uscire dal silenzio, dalla sua politica di equilibrio, e di spingerlo contro la situazione Bolognese.
La lettera anonima ricevuta dall'arcivescovo il 30 aprile 1848, è così concepita:
Eminenza Reverendissima,
H vostro Clero Bolognese, la parte maggiore che*è sana, rimane ormai scando-1 ezzata se voi E. R. posto dallo Spirito Santo a guardia del greggie non levate alto la voce e non gridate forte al Lupo che or si divora impunemente le pecore. Oh ! che guasto orrendo ch'egli mena, e che via più cresce, perchè sotto mentite apparenze si perse­guita ferocemente la Fede, la Religione, e i Ministri del Santuario sono segnati p. essere trucidati al richiamo del Lupo vestito da Sacerdote e da Claustrale. E voi tacete? Anche voi, E. R. siete diventato un cane muto nel mezzo 1* Israele ? Cosi imitate il huon Pastore che diede l'anima per le sue pecorelle? E quando parlerete mai contro tanto scandalo, se non oggi che sulle nostre porte, nella vostra città, sotto gli occhi vostri si fa scempio delle anime? Mettetevi voi primo in campo a combattere le guerre del Signore: cosi richiede il vostro dovere.
Deh! per pietà non tardate più un momento a far sentire la vostra voce. Cristo giudice domanderàwi pur rigoroso conto di tanti semplici scandolezzati dal vostro lungo silenzio! Non è più prudenza dello spirito l'ammutire anche innanzi al pericolo. Non tradite per pietà il vostro pastoral ministero. Cristo, la Sua sposa, che vi domanda pronto soccorso nella vostra parola. Molti seguiranno il vostro esempio, non temete.
Se amate Cristo, i redenti dal Sangue di lui, l'anima vostra parlate, parlate.
H clero di Bologna
Il cardinale annota: 'Rie. 30 aple, e passa anche questa lettera agli atti. Ma il giorno dopo (1 maggio) pubblica la notificazione con la quale, d'ordine del Papa, in occasione della prossima convocazione dei collegi elettorali, dispone un triduo pei giorni 12, 13 e 14 maggio per pregar lume dal cielo affinchè tali elezioni rispondano felicemente alla Ben concetta universale speranza. Ma vi è anche un periodo, che vagamente sembra allusiva sotto forma d'incitamento alle irrequietudini del suo clero.
Venerabili Sacerdoti, nostro gaudio e corona, Noi tranquillamente affidiamo lo adempimento di questo sacro volere allo zelo vostro, e ci teniamo sicuri che voi, com­presi dall'alta importanza di un atto in cui gran parte dipendono le future sorti del paese felicitato da si gran Principe, attestanti pubblicamente col fatto che voi non siete governati da altro spirito che da quello di Pio.
Ma questo appello di carattere costituzionale, non poteva soddi­sfare il clero, anzi parve inquietare a tal punto un gruppo autorevole di sacerdoti, da rompere il mistero, assai diafano in verità, che finora