Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <667>
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L'Episcopato bolognese e gli avvenimenti del 1848 o 1849 667
5 E però se il tacere è pericoloso, è doveroso il parlare, ed opport.unissimo quando la parola si volge a Chi degnamente ascoltandola può crescerle crucila fede che cara­mente trionfi d'ogni illusione.
6 Eminenza, sia dunque aperto dinnanzi a voi ed a quanti hanno senso di uomini e dignità di Cattolici il nostro sentire. Noi siamo, e sempre saremo, come la civile e politica e cristiana ragione ci comanda, intimamente ed espressamente congiunti nell'intenzione e nell'opera col massimo Sacerdote coli'adorabile Principe Pio IX. Sentiamo, ai, profondamente sentiamo, che dove l'avversare a un principio univer­salmente professato, sarebbe vana stoltezza, l'assecondarlo 1* impadronirsene per accompagnarlo e dirigerlo al santo suo fine si è stretto debito civile e religiosa pru­denza. Sentiamo fino a qual punto, la coscienza di Sacerdoti ci lasci campo all'azione di cittadini. Sentiamo che la Verità non teme se stessa, e che la Religione Cattolica non combattè mai né sarà mai per combattere quella Civiltà che da Lei ebbe origine e l'incremento, che aspetta solo da lei la perfezione e il trionfo.
7 Noi mentiremmo quindi al nostro carattere facendo sinistro viso alla Libertà che oggi a noi si presenta per tanti sacrifici espiata dalle antiche nequizie, sanata dalle antiche menzogne, rigenerata dal coscienzioso voto d'Europa, santificata dal nome angusto di Pio, che ne ha prescritta la meta dentro i confini della nazionale dignità, conforme allo spirito e ai bisogni d'un popolo a cui per essere eminentemente Italiano basta di essere eminentemente cattolico.
8 Che seppure qualcuno per l'infelice memoria de' mali purtroppo un giorno avvenuti, non seppe del tutto francarsi dal timore di un incerto avvenire, e si mostrò tardo a ricevere le nuove idee, noi fermamente ci confidiamo che questa medesima (a detta dello stesso Pio) provvidenziale e quasi miracolosa rapidità di movimento a più tranquilla e attiva persuasione lo condurrà. E però noi appellandoci alla lealtà del comune giudizio, e imparzialmente scevrando dal vero il falso, dal positivo il supposto e l'esagerato, uberamente protestiamo di riprovare ogni oscurità e servilità di contegno, ogni pericolosa connivenza, ogni zelo immoderato ed imprudente. Ma dall'altro lato anche per noi invochiamo la libertà del pensiero e della parola, mentre lasciamo giudice Dio delle intenzioni di coloro che pubblicamente ci giudicarono, mentre perdoniamo al calore dell'improvviso le contumeliose irriverenze, le universalizzate individualità, noi non potremmo senza farne colpa tenerci dal protestare contro gli screditati ministri e contro le avventate dottrine che dalle moltitudine frain­tese e falsificate diedero senso d'errori pericolosi, e profondamente sconvolsero le anime deboli allontanandole da quella docilità che è l'unico filo a diriggere chi per naturale insufficienza e per abituale ruvidezza non può di proprio convincimento sapere il bene.
Qo Ma da questi pericoli Iddio protegga il suo popolo, noi eoll!ajuto di lui, non concitati da veruno sdegno e liberi da ogni riguardo tutte le forze porremo per ÌBcamparlo. E i giovani fratelli nostri dintorno a noi un solo spirito confidentemente stringendo, e tutti con mutua cordialità confortandoci nel pieno lume di civiltà e nell'azione Uberamente cattolica ci manterremo.
10 Frattanto noi invochiamo a comprendere il nostro spirito la diserezione e la coscienza di tutti i buoni, i quali certo reputeranno nemico della libertà chiunque violentemente turbasse il nostro proposito.
XI o Ecco le schiette espressioni dell'animo nostro che noi concordemente signi­fichiamo al comune. Pastore. Voi accoglietelo siccome pubblica professione della civile e politica nostra fede. E quando alcuno di noi se no dilungasse, la vostra umorosa e