Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <670>
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670 Umberto Beseghi
l'omissione del settimo paragrafo esprimente simpatia verso la libertà non conciliandosi bene né colla politica, né colla religione. Seguono altre correzioni e cancellazioni, per cui la dichiarazione del Golfieri usciva dalle loro mani completamente svotata di quel poco di patriottico e di liberale che conteneva.
Il colpo decisivo al povero lavoro del poeta bolognese, veniva dato dai tre monsignori per ultimi interpellati. Il giorno dopo l'inter­pellanza dell'arcivescovo, rimandavano il manoscritto con la seguente lettera, firmata da monsignor Magnani:
Mona. Lucchesi, mona. Trombetti ed io abbiamo Ietta riposatamente la Pro­testa fatta dal sig. Cam Golfieri a nome del Clero. Dopo maturo esame abbiamo con­cordemente giudicato di non poterla approvare, perchè in essa non abbiamo riscontrato il nostro particolare modo di pensare, e se mal non ci apponghiamo, neppure del Clero in generale, come in essa si vorrebbe far credere. Che se l'Emza V. Bev. brama cono­scere in particolare le ragioni, che ci hanno indotto a dare tale giudizio, ci dia un po' di tempo, che ci sarà grato servirla.
H cardinale vuole conoscere le ragioni, e rimanda il manoscritto, con le opinioni degli altri consultati, chiedendo riflessioni mature e non citatìs per non errare. È evidente che all'arcivescovo preme la com­pilazione della dichiarazione, perchè aggiunge: Non sarebbe meglio rifondere l'articolo ? Lucchesini ne assuma l'impegno, e sarò gratissimo,. e segretissimo. Mi attendo questo favore.
Non la rifusione dell'articolo ritornò al cardinale, secondo 0 suo desiderio, bensì una critica minuta e demolitrice della dichiarazione Golfieri. La lunga relazione, benché firmata dai tre monsignori, è opera, come appare dalla calligrafia, di monsignor Trombetti, il quale spesso, parla in prima persona. La riassumiamo riferendoci alle parti di importanza politica.
Anzitutto il concetto dell'indipendenza è ridotto alla stregua della recente allocazione papale del 29 aprile e successivo motu proprio* ormai diventati i punti fermi ai quali la parte conservatrice si afferrava. Soltanto in base a essi, i sacerdoti avrebbero potuto vagheggiare l'Ita­lica fortuna. Contrastavano, poi, la natura del commovimento di quei giorni fra il clero, facendo chiaramente comprendere, che esso era dovuto alle ingiurie patite, piuttosto che ai fatti politici suscitati dalla rivoluzione. In quanto ai sentimenti di libertà e di civiltà manifestati dal Golfieri, venivano giudicati come una sposizione d'animo caldo, non condivisi dal clero. Ora se non lo fosse si chiedevano dubbiosi i tre monsignori starebbe bene enunciarlo per le stampe?. Negano che il principiò di libertà sia universalmente professato, por cui, secondo