Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <674>
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674 Umberto Beseghi
politiche legittimiste, fu eentro di acri polemiche, percosso, arrestato, e poi confinato a Pescia, da dove fu tolto essendo stato nominato canonico in San Pietro a Roma.
Oggi il Golfìcri è quasi dimenticato. Nessuno legge più le sue poesie limpida, scorrevoli e fresche, raccolte in due volumi editi nel 1867 dal Mareggiani. Eppure egli ebbe un posto notevole nella vita artistica e culturale della sua città. A lui si deve, fra l'altro, il tentativo di un teatro italiano, favorito dalla Società filodrammatica, che per tale scopo egli fondò a Bologna nel 1858, dapprima osteggiato, e poi seguito con favore per la serietà dei mezzi e degli scopi.2)
VII. I I
I UNA MANCATA NOTIFICAZIONE H
È evidente che i tre monsignori tendevano soprattutto a impedire che il clero assumesse direttamente un atteggiamento politico di fronte al concitato popolo bolognese, e cercassero di addossare il difficile e ingrato compito all'arcivescovo. Lo si intuisce nelle conclusioni delle loro riflessioni. Diventò aperta e formale proposta pochi giorni dopo. Il 26 maggio 1848, scrivono, e firmano, la seguente lettera al cardinale:
Già da qualche tempo ci sentiamo mossi a rivolgerci a Voi, o venerando Padre per farvi palese l'afflizione dell'animo nostro nell'essere veduti poc'anzi segno ad invet-. tive, o almeno ad equivoche espressioni, che facilmente potevano essere fraintese, massimamente dagli imperiti, a nostro carico. Se non che pensando, che queste toc­cavano le nostre persone, a cui dietro l'esempio di Gesù Cristo debba esser caro il disprezzo e la contumelia, e molto più confidando, che col volger del tempo si andasse dimenticando, noi ci proponemmo di tacere, e di soffrire in pace le parole contro noi scagliate* Ma poiché ora veggiamo con nostro rammarico, che per esse vengonsi ogni dì rallentandosi quei vincoli, che ci debbono tenere uniti alle anime a noi affidate, ci e parato di non poter più tenerci in silenzio, e di dovere quindi a Voi ricorrere, onde averne conforto e protezione. No, non valse insin qui la nostra pazienza, e il nostro tacere, cbe cresce ognora, e mette più profonde radici una ingiusta diffidenza in molti del nostro gregge inverso di noi. Sosteneteci, adunque, o amato Padre, e parlate la parola, cbe unisce e consola. La veneranda vostra canizie, i meriti vostri, la stima e l'amore, che a voi giustamente porta il vostro gregge, faranno si, che sì rannodino un'altra volta i vincoli di carità, che tatti stringersi debbono insieme a Gesù Cristo.
U Monsignor Golfieri era nato nel 1808 e morì nel 1889. Su lui si possono consul-tare: G. B. COSTELLI. Ricordi biografici di mona. Gaetano Golfieri; ANNA EVANGELISTI, Giosuè Carducci col suo maestro e col suo precursore* pp. 110 e sg.; e un articolo rievo-caUvo di ENRICO PANZACCHI sul Fanfulla della Domenica, 7 agosto 1881.