Rassegna storica del Risorgimento
BASSI UGO
anno
<
1941
>
pagina
<
677
>
VEpiscopato bolognese e'gli avvwime,iiti del 1848 e 1849 '
per l'alto ufficio, ch'esercitiamo toniamo, più d'altri l'obbligo di farlo.-Del resto sempre uguale egli a sé medesimo si mantiene non tanto inocuo a qualsiasi ma pronto inoitre a quelle prove di fiducia, che in tempi andati (e noi benissimo li .sappiamo) richiese l'altrui salvezza. Amatelo, pertanto, figliuoli miei dilettissimi, di tutto cuore, che sèi meritano quelle cure indefesse, di cui vi è largo ogni giorno, e quei sudori di cui bagna per voi si spesso la fronte. Non date retta a quelle maligne voci, che contro di Ini vi suonano all'orecchio, né lo vogliate voi da voi stessi giudicare. Tenete a mente l'avviso, che vi dà il Signore di guardarvi dal toccare i suoi unti, e malignare contro i suoi Profeti: notile tangere Chrisios meos, et in Prophetis mais nolite malignare. (Ps. 104, 15). Richiamate alla memoria le tremende vendette, che si prese mai sempre chi ingiuriosamente trattoli!, e mediante l'esatto adempimento dei doveri di Religione, e la debita reverenza ai Ministri di lei chiamate dall'alto sopra di voi le divine beneficenze a farvi in ogni circostanza della vita pienamente felici. Queste parole* che non offendono, ne possono offender punto qualsiasi persona, prega a Dio, che fruttino ubertosi sensi di frateDevole carità, sicché fra noi non alligni radice di dissapore, e contesa, ci sopportiamo a vicenda ne' difetti nostri, e l'un l'altro ci amiamo nelle viscere di Gesù Cristo. Nella dolce speranza d'essere elleno con tanto bene accolte, vi compartiamo affettuosamente la pastora! nostra Benedizione.
Questa era la notificazione che i tre monsignori intendevano far pubblicare al cardinale Oppizzoni, ponendolo garante giurato di fronte al popolo di Bologna della rettitudine della parte più. censurata del suoc lero ! Ma il cardinale Oppizzoni, il quale non si sentiva di assumere l'ingrata parte di mallevadore di coloro che non ardivano di direttamente difendersi da accuse di carattere politico, confinò l'elaborato lavoro di monsignor Lucchesini nell'incarto, già sufficientemente voluminoso, relativo alla materia; né appare desse giustificazione di tale operato. È ben vero, che in una lettera scritta pochi giorni dopo a Fio IX, allude a una pastorale non pubblicata a causa del commovimento cittadino dai discorsi di Gavazzi, ritornato a Bologna in funzione di capopopolo; ma non è detto che quella pastorale fosse quella dei tre monsignori, espressione unilaterale e interessata delle loro personali inquietudini.
E poiché il cardinale Oppizzoni non si decideva a rompere un ostinato, prudente, ma anche incomodo ed equivoco silenzio, gli fu inviata dai ventotto prelati bolognesi, la protesta 5 giugno, eco della loro tormentosa ansia, vero e proprio pronunciamento verso l'arcivescovo. H
Lo stesso giorno il cardinale pubblicò una notificazione; ma di ben altro argomento. Cogliendo occasione dall'intervento papale presso l'imperatore d'Austria, e tenendo presente, almeno nello spirito, il molu proprio del 1 maggio, l'arcivescovo, ubbidendo a tassative
t) I documenti citati o riprodotti sull'atteggiamento del clero bolognese in confronto al cardinale Oppizzoni, sono nell'Archivio arcivescovile, raccolti da varie posi* gionif in un fascicolo unico intestato a Ugo Bassi e ad Alessandro Gavazzi,