Rassegna storica del Risorgimento

BASSI UGO
anno <1941>   pagina <679>
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VEpiscopato bolognese e gli avvenimenti del 1848 e 1849 679
La traslazione dell' Imagine dal suo Santuario fino alla Metropoli­tana di San Pietro, ebbe luogo in forma solennissima e fastosa nel pome­riggio del sabato 27 maggio, e vi rimase fino al pomeriggio del 31. Seguendo le norme di un vecchio rito, in quel giorno l'Imagine fu pro­cessionalmente trasportata in Piazza San Petronio ove fu impartita la benedizione, ritornando poi in San Pietro, dalla quale chiesa il giorno dopo, giovedì, Ascensione di N. S., doveva essere processionalmente riportata al Santuario sul monte della Guardia.
Poco dopo la benedizione, mentre la piazza era ancora gremita di popolo, ecco comparire padre Gavazzi, e salito sulla scalea prospiciente la basilica, incominciò ad arringare, proponendo che l'Imagine della Madonna fosse trattenuta in città e trasferita in San Petronio, affinchè il popolo potesse, nel proprio tempio, pregare la Vergine per la causa d'Italia. Intendeva, quindi, il barnabita, che alla secolare cerimonia se ne aggiungesse un'altra, che avesse carattere propiziatorio per gli avvenimenti del giorno. Fece sentire postilla l'arcivescovo nelle sue carte che il popolo dee comandare e sostenere i suoi diritti.
La proposta del Gavazzi fu accolta, e una deputazione si recò dal Senatore di Bologna, conte Zucchini, affinchè si rendesse interprete del volere popolare verso l'arcivescovo. La commissione era composta di don Giuseppe Laudi, mansionario di San Petronio, dal dott. Gaetano Bonetti, di Gaspare Zamboni, di Domenico Bortolotti, di Pompeo Zagnoni. di Angelo Masini, di Angelo Fontana e di Pietro Franaglioni.
Il Senatore espresse verbalmente il desiderio della deputazione popolare all'arcivescovo, il quale già a conoscenza del fermento pub­blico e preoccupato da possibili manifestazioni, concesse che l'Imagine restasse in San Pietro fino al pomeriggio di domenica, rifiutandosi. però, di farla trasportare in San Petronio. In tal senso fece pub­blicare il 1 giugno un avviso dal cancelliere arcivescovile, canonico Francesco Casoni.
Ma la sera stessa una deputazione sorprese, come si esprime lo stesso cardinale Oppizzoni in una delle sue preziose postille, l'arcive­scovo per ottenere che l'Imagine fosse trasportata in San Petronio, secondo i desideri popolari, e contro il parere del clero, il quale premeva affinchè non ai permettesse ingerenza di piazza nelle funzioni religiose. In effetto intorno al venerato simulacro della Madonna di San Luca ai combatteva una lotta di tendenze a sfondo politico. Il popolo richie­deva l'Imagine in San Petronio per pregare per la causa d'Italia, nel tempio eretto dal popolo stesso; le correnti reazionarie si opponevano' facendosi forti del tradizionale rituale. ,