Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; COMO ; MUSEI
anno
<
1941
>
pagina
<
683
>
Jj 'Archìvio del Museo del Risorgimento G. Garibaldi, ecc. 683
di Giulio Cesare Gattoni, canonico e scrittore comasco, la famiglia Olgi-nati ha il suo posto, e a quanto pare deve essere cospicuo, se, come è detto altrove, essa risalirebbe al 1400, nella nobiltà decurionale comasca. Quando i Francesi, dopo la vittoria riportata a Lodi dal Bonaparte, giunsero anche a Como, specialmente in contrada di S. Sisto si notarono fatti di una certa rilevanza, che possono essere citati qui, sia per l'interesse specifico che hanno rispetto al nostro argomento, sia per l'importanza che rivestono nei riguardi di una storia del Risorgimento in Como. Mi è sempre di guida il bello studio del Volpati, che qui efficacemente sintetizza tanto momento, ancor oggetto di ricerche accurate dagli studiosi di storia del Risorgimento: l'atteggiamento della nobiltà italiana di fronte alla dilagante invasione francese.
La nobiltà, sorpresa, si serba in parte fedele al vecchio regime; in casa Giovio si è all'opposizione; dai Porro, di fronte alla marchesa intransigente sta il figlio Carlo Innocenzo, fautore del nuovo; nel nostro palazzo, le aure nuove producono qualcosa di notevole, niente po' po' di meno che un divorzio. Pietro Olginat i fervido fautore dei giacobini trova nella consorte, donna Maria Giovio, figlia del conte Alessandro, una novatrice; ma in tanto apparente accordo è ineliminabile una fondamentale incompatibilità di carattere, che esplode nella separazione prima e nel divorzio poi, quando, in seguito all'alloggio fornito ai militari, nella casa, nascono situazioni delicate, anzi scabrose, come dice il Volpati.
La moglie, ritiratasi a Milano, intentò causa al marito, accusandolo ira l'altro di antirepubblicanesimo, ma le forti somme donate dal-l'Olginati a favore dei giacobini bastarono a far fede del suo modo di pensare. Pietro Olginati potè pertanto far parte della delegazione comasca ai comizi di Lione.
Novità che riguardino il nostro palazzo, le avremo solo nel terzo decennio del 1800. La nuova borghesia fiorente degli arrivati (per intenderci, dal lago e dalle valli) si viene sostituendo alla nobiltà; è un fenomeno comune a molte città d'Italia, e in via S. Sisto è manifesto: conseguentemente notevole il rinnovamento edilizio; solo le case Giovio e Qlginati non mutano aspetto.
In seguito al primo piano regolatore di Como (1855) disegnato dall'ingegnere Giovanni Carcano, anche la contrada di S. Sisto si rinnova, e attorno a quest'epoca la casa degli Olginati, in possesso di Luigi figlio di Carlo, si abbellisce ed assume l'aspetto attuale. Il lavoro veramente notevole, che comportò l'arretramento della facciata e l'incorporamento di locali appartenenti a diversi fabbricati minori, ha conseguito