Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; COMO ; MUSEI
anno
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1941
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pagina
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684
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684 Giuseppe Mori
buoni risultati. La facciata è decorosa; per taluni fu trovata troppo lussuriente di ornamenti. Nel complesso diremo che all'esterno si presenta con sobria eleganza; all'interno il piano dedicato al Museo è costituito da una fuga di belle sale tutte omatissime e ben conservate; c'è aria della metà dell'Ottocento.
Luigi Olginati, di cui abbiamo fatto, menzione, padre della donatrice, donna Carlotta, ebbe vita attiva durante il nostro Risorgimento. Fu infatti capitano della Milizia Nazionale nel 1859; ebbe dimestichezza con Garibaldi. E di questa relazione nel nostro archivio testimoniano lettere di Garibaldi. Una 'di queste, dell'11 giugno 1872, dice testualmente così : Io ricordo con gratitudine il mio soggiorno in casa vostra e le cure gentili dell'amabile vostra famiglia.
Sua moglie Giulia Rovelli era sorella di Pietro, amico e collaboratore di Garibaldi e Mazzini, uno degli eroi di S. Fermo. Presso il Rovelli nel palazzo di Piazza Volta alloggiò Garibaldi dopo la battaglia suddetta.
Nacquero da questa bella unione i figli Carlo, Vincenzo, Francesco, -Anna, Ippolita, Carlotta. Quest'ultima è appunto la nobile donatrice dell'attuale sede del Museo garibaldino, che sta ad indicare il bel contributo che la via e tutta la città hanno dato alla gloriosa epopea risorgimentale.
Nel 1866, dopo esservisi recato ripetute volte, Garibaldi nel giugno pose il suo Quartiere Generale e soggiornò più giorni nella casa Olginati, facendola assurgere a centro vivo e pulsante del sempre rinnovantesi volontarismo garibaldino comense.
Dopo l'unità d'Italia, le due sole case che sfuggirono all'imborghesimento furono proprio quella dei Giovio e degli Olginati. Esse si apprestavano a continuare la tradizione nobiliare nel campo della cultura e della storia, nella loro nuova destinazione a musei.
L'alto spirito di civismo di donna Olginati, sentì nell'estinguersi della sua famiglia, che la nobiltà della casa non sarebbe venuta meno quando questa fosse stata destinata a conservare degnamente i cimeli delle glorie garibaldine. Così la famiglia Olginati, che si estingueva dal novero delle famiglie comensi, ridonava col gesto di donna Carlotta il proprio palazzo alla storia.
Con atto olografo in data 3 gennaio 1928 donna Olginati dichiarava le proprie volontà nei termini seguenti:
Lego la mia casa in Como via Giovio, 3, e Serafino Balestra, 2, ohe fa parte dei n. 3 in via Giovio, per un museo da intitolarsi a Giuseppe Garibaldi, in memoria del soggiorno che quel prode vi fece per 11 giorni nel giugno 1866, sempre a titolo di legato al Comune di Como obbligo assolato che non sia venduto o affittato o ceduto a privati la nuda proprietà di questa mia casa paterna sita in via Giovio angolo via