Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; COMO ; MUSEI
anno <1941>   pagina <687>
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L'Archivio del Museo del Risorgimento G. Garibaldi, ecc. 687
Dal Municipio al Palazzo del Museo, la popolazione tributò al discendente dell'Eroe una calorosa dimostrazione. Ezio Garibaldi giunto al Museo Giovio sali al primo piano dove si apre l'ingresso al Museo Gari­baldino. Attraverso il passaggio che unisce il Museo Giovio al Garibal­dino, l'architetto Perrone, conservatore del Museo, accompagnò il Gene­rale illustrando i criteri tenuti nella sua preziosa opera di ordinamento. Al Teatro Sociale, Innocenzo Cappa rievocò le gesta dell'Eroe. La ma­gnifica orazione suscitò grande entusiasmo e grida di: Viva Garibaldi. E qui mi sembra opportuno far seguire a questi cenni storici, per ragioni di completezza, quanto è stato già pubblicato dalla Rassegna Storica del Risorgimento. x)
Le descrizioni del Museo di Como e di quello di Lecco riportano in forma organica ed espositiva quanto è elencato nelle tabelle illustrative esposte all'ingresso di ogni sala del Museo.
Il Museo si sviluppa in sei sale, ordinate cronologicamente, delle quali le due prime dedicate alla Rivoluzione francese ed al primo impero ne sono la preparazione e l'introduzione. Ma sarà opportuno passare in rassegna sala per sala.
Sala la : La Rivoluzione francese è qui rievocata da una serie di bellissime acqueforti dell'epoca, che vanno dall'apertura degli Stati generali e dal giuramento del Pallamaglio alla giornata del 13 Vendem­miale ed a quella che chiude (si può dire) la rivoluzione col 18 Brumajo. Sono disegnate dal pittore Monet (che nelle prime incisioni si qualifica <c peintre du Roi incise da Helman e dedicate all'Assemblea Nazionale. Alcune grandi incisioni in cornice dorata tratte da dipinti di Gerard e Bellangé ricordano qualcuna delle grandi battaglie e momenti storici del primo impero. A notarsi pure una bella incisione ritratto di Luigi XV. La sala è completata con mobili e sopramobili dell'epoca.
Sala 2a: Siamo ancora nel periodo napoleonico. Vi domina un grande busto in marmo dell'Imperatore il quale però in linea d'arte è supe­rato da quello del suocero Francesco I d'Austria, veramente parlante, opera egregia dello scultore Pacetti. Due grandi incisioni ricordano le ultime gesta dell'Imperatore: La battaglia di Montereau ed II ritorno dall'isola d'Elba, mentre altre, inglesi queste, contrappongono le bat­taglie di Lipsia e Waterloo e la morte di Nelson a Trafalgar. Né si pos­sono dimenticare due famosi bollettini della Grande Armata datati da Mosca, né i piani delle battaglie di Borodino e di MaloJaroslavetz. Vi sono inoltre varie stampe colorate con rassegne di Milizie italiane
Anno XXV (1938-XVI), fase. I, pp. 141-143, fase Vili, p. 1168.