Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; COMO ; MUSEI
anno <1941>   pagina <688>
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688 Giuseppe Mori
della Cisalpina, poi Regno d'Italia, ed interessante pure un quadro genealogico-storico della Famiglia Bonaparte, un'acquaforte tratta dal famoso quadro Ragioni di Stato, un vivo ritratto del Re di Roma ed il diploma colla medaglia di Sant'Elena.
Passaggio alla sala 3a : Un gruppo di avvisi murali di sentenze e notificazioni di condanne dal 1820 al 1853 rammenta questo periodo di fermento e di lotte. Ne citiamo qualcuna. Notificazione contro i Carbonari, sentenza di Silvio Pellico e Maroncelli, di Andrea di Belfiore. Né solo sentenze di morte e carcere duro, ma qualcuna più benigna di colpi di bastone come quelle per Negroni Angelo, Bossi Carlo, ecc. Ma ciò che qui più attrae l'attenzione del visitatore sono i ricordi personali del conte Federico Confalonieri. Sotto l'avviso della sua condanna trovansi un ricco servizio da toilette di viaggio dono di un suo zio come dice la dedica incisa, e lo scialle che il Martire'adoperò nel ritorno dallo Spielberg.
Sala 3a: Questa sala è dedicata al movimento rivoluzionario del 1848 ed ai torbidi anni seguenti di spietata repressione, specialmente per quanto si riferisce a Como, non senza qualche ricordo della vicina Milano. Bandiere, cannoni, armi da fuoco e da taglio, ritratti di perso­nalità oppressori e martiri, nonché mille svariati oggetti rievocano nell'osservatore quel periodo glorioso del nostro Risorgimento. E men­tre nelle alte vetrine i tricolori che per i primi sventolarono cogli insorti a Como, e colla Colonna Arcioni fanno compagnia alla bandiera austriaca del Reggimento Prohaska, conquistata dai comaschi nel marzo 1848, nella vetrina centrale vediamo armi e indumenti di insorti ed oppressori, protetti dall'alto, dalla bonaria maschera del pontefice Pio IX tanto popolare in quel periodo.
Sulla parete di fronte rimarchevole un ritratto ad olio di Luciano . Manara sul letto di morte, opera del commilitone Mudorati e sotto, i ritratti dei componenti il Governo provvisorio di Como nel 1848. Più a sinistra i ritratti e ricordi del martire comasco Luigi Dottesio e della fedele amica Giuseppina Perlasca Bonizzoni. Una gentile scultura di Agliati La preghiera, copia ridotta di monumento funebre è dedicata ai martiri del 1848. Dall'altro lato la sentenza di Antonio Sciesa e la riproduzione a stampa del famoso quadro di Previati: Antonio Sciesa avviato alla morte. In questa sala sarà collocato un mosaico di m. 1,50 per lato, riproducente l'aquila bicipite sovrastante lo stemma di Como. Questo mosaico è stato asportato con gli accorgimenti dell'arte, dal pavimento dell'attuale redazione del giornale La Provincia di Como che fu sede del municipio austriaco.