Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; STATO PONTIFICIO
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1941
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710
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710 R. M. Antenori
Santo Padrel) in essa si raccomanda alterazioni di Sua Santità e lo prega di continuargli quei sentimenti che nutriva per il suo Antecessore. Il Re riceverà naturalmente fra breve le condoglianze e le felicitazioni del corpo diplomatico. Non so se Sua Maestà vorrà cambiare l'esistente etichetta che esclude gl'Incaricati d'Affari da tali ricevimenti, nei quali sono ammessi gli ambasciatori, gli Inviati Straordinari, i Ministri Plenipotenziari e i Ministri Residenti, perchè accreditati tutti direttamente presso la persona del Sovrano. Se l'attuale etichetta sarà, com'è probabile, conservata, io non avrò Vonore di andare al ricevimento del Corpo diplomatico.
L'Incaricato d'Affari della Santa Sede trovasi in questa esclusione dal tempo del fu Abate Valenti 2) perchè prima di lui gli inviati di Santa Sede ebbero il titolo e il rango di Ministro Residente, come lo ha in oggi quello di Baviera. Appena il momento sarà favorevole, comincerò a dar modo agli affari pendenti. Intanto ho l'onore d'inchinarmi al bacio della Sacra Porpora e di confermarmi con la più rispettosa stima di Vostra Eminenza Reverendissima.
Torino 30 Aprile 1831. umilissimo e devotissimo obbligatissimo
P. Gissi* Inc. d'Affari.
a Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Cardinal Bernetti Pro Segretario di Stato
Gti avvenimenti del 1821 ai quali tanta parte prese Carlo Alberto, tenevano sospesi gli animi dei buoni, quelli poi che agognavano altre venture e un mutamento negli Ordini, nelle Istituzioni della Monarchia, non sapevano se giunto era il tempo di vedere attivate le loro utopie e se il He seguirebbe sul Trono le inclinazioni del Principe di Carignano. Gli uni e gli altri speravano e temevano; rimasero le speranze, non si dileguarono i timori, perchè i primi atti del Sovrano parvero indirizzati a soddisfare le varie opinioni senza dissiparne le inquietudini. 3)
L'incaricato di affari cercava di rassicurare la corte di Roma sulle intenzioni del nuovo Re, nella speranza che questi seguisse le orme pacifiche e rassicuranti di Carlo Felice. La risposta del Cardinale Bernetti, in data 10 maggio, con chiarezza fa notare la preoccupazione della Santa Sede per l'indirizzo politico del nuovo Sovrano e la preoccupazione, assai meno grave, ma più immediata, per il posto che avrebbe occupato il suo agente, nel ricevimento offerto dal Re al Corpo Diplomatico.
Il decoro della Sede Apostolica stava forse per essere menomato, ma la prudenza consigliava di non cambiare in quel momento la qualifica dell'agente, rimandando questo provvedimento a momento più propizio.
Sig. Incaricato d'Affari Torino 10 maggio 1831.
Replicai già al foglio recatomi dal Corriere Straordinario con cui V. E. mi annunziava la seguita morte di codesto degnissimo Sovrano Carlo Felici'-, e fattami presentire
J) Gregorio XVI; fra Mauro CappeUari della Colomba (Belluno 18 settembre 1765, Roma, 1 giugno 1846), Croato Cardinale da Leone XII nel 1826, fu eletto Papa dal Conciare del 13 dicembre 1830-2 febbraio 1831.
Vedi: R. DEL PIANO, Roma e la rivoluzione del 1831, Imola Galcaiì, 1931; D. SJXVAGNI, op. cit.r p. 461.
2) Incaricato d'affari fino all'anno 1821.
*) Memorandum storico politico del Conte Saturo della Margarita, Torino, 1851, p. 9.