Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; STATO PONTIFICIO
anno
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1941
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pagina
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711
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Vavvento al trono di Carlo Alberto., ecc. 711
vicina col n. 39. Sono consolanti le particolarità che ella ora mi aggiunse sugli estremi momenti dell'Augusto Defunto e sul successore, quella specialmente che il nuovo Monarca sembri deciso a seguire le tracce tanto rette e commendate dal suo Predecessore. Ne darà lume più. chiaro il Proclama che dirìgerà ai Suoi Sudditi e che si attende.
Nelle corti ove han luogo i cosi detti corpi diplomatici si ammettono a intervenire anche gli incaricati, come in Francia e altrove ancora.
Non ostante la contraria etichetta di quello di Sardegna, il di lei antecessore Monsignor Tosti -) ottenne di esservi presente per particolare riguardo del piissimo Sovrano alla Sede Apostolica. Si ravvisa senza dubbio convenevole al decoro della Sede Apostolica che il suo agente diplomatico apparisca agli occhi ancora del pubblico in codesta real corte con "antico splendore* quale aveva prima dell'Abate Valenti. Forse, però, non sarebbe opportuno di far cambiamento all'attuale qualifica di lei nel primo principio del Regno di un nuovo Sovrano e questo Affare sarebbe da rimettersi a tempo più congruo. Ma qualora in progresso il Santo Padre, convenisse all'idea di ripristinare costì, il -lustro del suo agente diplomatico, dandogli la qualifica d'1 nternunzio cól grado di Ministro residente, occorrerebbe di conoscere preventivamente quali su ciò sarebbero le disposizioni del Sovrano. Potrà ella pertanto cercare di esplorarle in modo riservato e prudente dandomene ragguaglio preciso e proponendomi in ogni modo l'espediente che ella stimasse il pia proprio ad adattarsi all'oggetto da lei inteso. Presso questi lumi prenderà poi Sua Santità il partilo che nell'alta Sua Sapienza giudicherà convenevole.
Fin dalle primissime lettere di questo periodo, vediamo che i primi atti ufficiali del nuovo Re sono seguiti pianamente e con pacata esattezza.
Occorre molta abilità per leggere fra le righe del prudcntissimo avvocato Gizzi, ciò che piaceva e quello che spiaceva alla Santa Corte di Roma. Ma la compiacenza per la calorosa accoglienza al Padre Grassi, rettore del Collegio dei Padri Gesuiti e confessore del Sovrano defunto, fatta dal Re, non è potuta dissimulare e l'episodio è narrato con particolari che grandemente dovevano soddisfare la Santa Sede. La simpatia del Principe di Carignano per i gesuiti era nota e vedere questa simpatia confermata dal Sovrano doveva essere di grande soddisfazione.2)
Con ansia si attendeva il Proclama del Re, del quale si notava grande riserva e circospezione, circospezione che confermava il desiderio che in quei primissimi tempi non vi fossero importanti cambiamenti.
Per dieci anni Carlo Alberto fu tenuto lontano dalla politica e giunto all'improvviso alla grande responsabilità di un regno, ardito e temerario sarebbe stato, per concepire mutamenti immediati di uomini vecchi di spirito e di idee.
Il suo temperamento diffidente gli consigliò di mantenere gli antichi ministri, evi* tando cosi di suscitare la diffidenza dell'Austria, pur facendo qualche riforma economica.
JV. 42.
Mi giunse in perfetta regola il piego della Segreteria di Stato, nel quale si contenevano alcuni esemplari dell'Editto pubblicato da Vostra Eminenza Reverendissima, il giorno 30 del passato aprile.
i) Incaricato d'Affari dal 1821 al 1830,
2) I gesuiti comparvero di 1818 a Wovo-ca. Da piccoli principi si allargarono rapidamente in tutto il Piemonte, eotto l'ala protettrice di un Viotti, censore della Uoiversità, e dell'Abate Botto, confessore del. Re. A. ANDUEOZZI, Vita di Carlo Alberto, Torino, 1850,