Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; STATO PONTIFICIO
anno <1941>   pagina <714>
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R. M. Antenori
nome di tutto un corpo, ai dicano delle coso che non sono conformi al sentimento degli individui che lo compongono. La risposta del Re fu molto savia: senso entrare in parti­colarità, disse in genere, che quello che può fare dì meglio si è di procurar d'imitare le virtù e di seguire gli esempi del suo Predecessore.
L'altro ieri giunse in questa capitale il principe Jablonowski1) incaricalo di portare le felicitazioni di S. M. Imperatore d'Austria, a questo Nuovo Sovrano.
Non mancherò di esprimere all'ottima e afflittissima Regina vedova Maria Cristina i sensi di Sua Santità.
Inchinandomi rispettosamente al bacio della Sacra Porpora, ho l'onore di confer­marmi col più profondo ossequio Di Vostra Eminenza Reverendissima.
Torino 4 Maggio 183Ì.
umilissimo, devotissimo, óbbligatissimo P. Gizzi Inc. d'Affari.
Sig. Incaricato d'Affari Torino 28 maggio 1831 (Sul discorso fatto al Re dallo Ambasciatore di Francia e su altre notizie).
Ho letto i suoi discorsi pronunziati in nome del Corpo Diplomatico da codesto Sig.-Ambasciatore di Francia al nuovo Sovrano, nella circostanza del suo innalzamento al Trono e della seguita morte del Re Carlo Felice.
Mi ricevetti acclusi in copia nel Rcsp. di V. S. N. 42 e mi chiamo inteso di quanto sui medesimi aggiunge cól progressivo n. 43. Non poteva essere né più saggia né più giusta la risposta fatta dalla Maestà Sua di volere imitare le virtù e seguire gli esempi del suo predecessore, non avendo migliore contegno a tenere.
Mi rallegro della graziosissima accoglienza che il Sig. Grassi, Rettore del Collegio dei gesuiti ebbe da Sua Maestà e della special prolezione Sovrana promessa a quei reli­giosi nel Suo Regno.
Se la Regina vedova Maria Cristina intraprendesse il viaggio, che si propone a Napoli, passando per Roma, non omettete di darmene avviso sollecito.
Ringraziandola delle altre notizie partecipatemi co' riveriti dispacci.
Gli ottimi rapporti fra jl Regno di Sardegna e la Santa Sede sono confermati dallo scambio di lettere fra il Re e il Papa e dall'accoglienza all'incarico di affari recatosi a portare la risposta del Santo Padre.
Ponto centrale e principio motore dei pensieri di Carlo Alberto fu il sentimento religioso, è appunto da questo misticismo, spinto nella pratica sino all'esagerazione, che rampollano conscguenti le sue convinzioni politiche e i suoi criteri di governo.2) Infatti preoccupazione del Re, prima di ogni misura politica o civile, fu di consoli­dare la religione noi cudditi del Regno e regolare le pratiche religiose nella rigida corte di Torino. Tutto ciò doveva grandemente compiacere la Sede Apostolica, come ai vede anche dal tono soddisfatto e dai particolari esatti della lettera del .suo Incaricato.
*) Il principe Jablonowski fu ricevuto il 13 maggio da Carlo Alberto, come brevemente riporta la Gazzetta: 11 ili 13 S. M. ha ricevuto in udienza particolare il Principe Jablonowski, oiamberlano di S. M. I. R. A. e da essa inviato onde com-plire con la M. S. per la morte dì Re Carlo Felice e insieme pel fangosissimo di lei avvenimento al Trono. Gazzetta Piemontese, sabato 14 maggio 1831, p. 3T.
*) A. COLOMBO, Carlo Alberto, Roma, 1932, p. 36,