Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; STATO PONTIFICIO
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1941
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715
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L'avvento al trono di Carlo Alberto, ecc. 715
La religione che teneva il cuore del Prìncipe di Carignano, regnava anche nell'animo del Re di Sardegna.
I sentimenti di Roma, verso il contegno del nuovo Re sono espressi chiaramente: dalla risposta all'incaricato, in data 7 giugno.
N. 44.
Lunedì scorso ebbi l'onore di presentare in udienza particolare a S. M, il Re la risposta della Santità di Nostro Signore alla lettera con cui il Sovrano le annunziò il suo avvenimento al Trono.
Sua Maestà accolse con le più graziose maniere i sentimenti che le espressi in nome del Santo Padre e m'incarico di essere l'interprete della sua viva riconoscenza e di assicurare Sua Beatitudine che farà tutto quello che è in suo potere di fare a prò delta Chiesa e in sostegno della Religione, che riconosce per la vera e solida base della felicità dei Popoli. In tale occasione S. M. mi parlò dei vescovati, che trovansi vacanti nel suo Regno, assicurandomi che già si occupava di questo affare, e che in breve pregherà Sua Santità di provvedere alcune di tali chiese.
Una prova della premura che ha S. M. di mantenere e fortificare la Religione nel cuore dei sudditi si scorge nella misura che ha addottala per l'interno della sua Casa, ordinando che nei giorni festivi, tutti i familiari assistano nella Cappella Reale alla Messa e spiegazione del Vangelo, che si farà a bella posta da un Cappellano e nel dopo pranzo al Catechismo e alla Benedizione, nella medesima Cappella. In quanto a sé, U Sovrano ascolta ogni giorno la Santa Messa alle ore sei della mattina.
Sua Maestà ha pubblicato un indulto per i delitti minori riportandosi intieramente all'Editto che fu emanato dal Re Carlo Felice dì gì. mem. quando montò sul Trono, dopo la rivoluzione del 1821. Da tale indulto trovansi pertanto esclusi tutti i così detti delitti politici. *)
Spero di potere eseguire domani o poi dimani la commissione di Sita Santità verso la Regina vedova Maria Cristina.
Accuso il regolare ricevimento del venerato dispaccio n. 3292, segnalo da Vostra Eminenza Reverendissima lì 10 corrente, riserbandomi di darle il dovuto discarico quando avrò ottenuto quegli schiarimenti che ella brama di avere.
Intanto ho l'onore d'inchinarmi al bacio della Santa Porpora e di confermarmi con la piU profonda venerazione di Vostra Eminenza Reverendissima.
Torino, 21 maggio 1821. ' "
P. Gizzi Inc. d'Affari.
N. 4218.
Sig, Incaricato di Affari - Torino 17 Luglio 1831 (Si lodano i religiosi sentimenti del Re).
I sensi dichiarati da Sua Maestà a V. S. nella udienza di cui mi parla nel dispaccio n. 44 sono tutti propri del successore al Trono che fu illustre sempre per somma religione e per sublime virtù, segnatamente nei tre ultimi defunti Sovrani di graditissima
i) La tanto attesa amnistia ai pròfughi e ai condannati politici non venne.
Si limitò Carlo Alberto a concedere qualche equo provvedimento: rinnovò l'indulto già largito da Carlo Felice nel 1821 pei delitti politici, non escluse di poter accordare di volta in volta delle grazie parziali, secondo i casi e le persone, concesse il rimpatrio agli esiliati senzu processo. A. COLOMBO, op. cit., p, 41;*A. SEGUE, op. cit., p. 478.