Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; STATO PONTIFICIO
anno
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1941
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pagina
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721
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LIBRI E PERIODICI
LUIGI SIMEONI, Storta della Università di Bologna, voi. II, Vela moderna (1500-1888); Bologna, Zanichelli, 1940, in 8, pp. VIII-304. L. 25.
A cura della R. Università di Bologna, ed a seguito del primo volume dell'opera compilato dal Sorbelli per i secoli XI~XV, è uscito, in bella veste tipografica e ricco di 24 tavole, il secondo volume della Storia dell'Università di Bologna durante l'età moderna.
Non ci è qui possibile dilungarci sui primi capitoli dell'opera, che con grande accuratezza tracciano la storia dello Studio, del suo ordinamento, dei docenti, dà discenti, durante il Cinquecento, il Seicento ed il Settecento. Il Simeoni intraprende la sua indagine dal momento in cui lo Studio bolognese comincia a perdere lo splendore, la floridezza e la fama che lo avevano caratterizzato durante il Medioevo. A partire dal 1506 1*Università cade sempre più sotto l'ingerenza pontificia, ed il Senato bolognese non pud che sottomettersi alla volontà del Legato pontificio, che diviene il vero padrone: la Controriforma fa così sentire la sua influenza anche nel campo degli studi universitari. Mutata la sede dello Studio, eretto cioè nel 1562-63 l'Archiginnasio, di cui fu architetto egregio Antonio Tembilia, l'Università bolognese inizia cosi la sua nuova vita: che è ancora, nonostante sia finito lo splendore medioevale, illustrata da nomi di rilievo specialmente nel campo delle scienze, nel quale la vita dello Studio progredisce notevolmente.
Per gli studiosi di storia del Risorgimento più direttamente sono interessanti gli ultimi tre capitoli, guelfi sull* Università nel periodo napoleonico, sufi' Università del restaurato Governo pontificio, ed infine sull'ordinamento dell'Università dopo il 1859.
È nel. periodo napoleonico che l'antico Studio viene sostituito con la moderna Università di Stato; mentre i Giacobini si limitano a una modesta verniciatura repubblicana, Bonaparte console attua la radicale trasformazione, portando l'Università a dipendere direttamente dal Ministero degli Interni, di cui l'Istruzione forma un dicastero: la data di nascita della nuova Università bolognese di Stato può essere fissata al 14 dicembre 1800. Furono allora stabilite tre classi: la Filosofica, la Medica, la Legale con le BéQe Lettere; furono aboliti i vecchi tradizionali corporativistici Collegi; furono eguagliati gli stipendi dei professori; fu stabilito l'esame d'ammissione, furono determinati nuovi programmi e nuovi libri di testo. Più importanti, la decisione di render gratuito l'insegnamento universitario, secondo il principio proclamato dall'Assemblea Costituente; e l'organizzazione della milizia universitaria, che portò anche nel giova-mie ambiente universitario quello spirito militare, che è una gloria napoleonica aver saputo infondere nelle generazioni italiane d'allora. Si ebbe anche un mutamento esteriore, con l'abbandono del vecchio e glorioso Archiginnasio per il palazzo Poggi dove fino ad allora aveva avuto sede l'Istituto m arsili ano delle scienze; e questo, dopo essere stato chiamato Nazionale, nel 1810 prese il nuovo nome di Istituto di Scienze Lettere ed Arti, che ebbe in Bologna una sola sezione (si lega a questo Istituto il ricordo della polemica letteraria tra il Monti ed il Cesari).
Sostanzialmente non imitò l'ordinamento dell'Università di Bologna con la Restaurazione del 1815: merito non piccolo dell* illuminato cardinal Consalvi Tuttavia anche 1* Università bolognese ebbe a sentire l'ondata reazionaria che invase in quegli anni-l'Europa, ed in quegli anni neppure gli studenti bolognesi rimasero fermi: vi furono torbidi studenteschi nel 1826, nel 1831 e nel 1832, e poi un Battaglione universitario agi nel 1848-49; 1* Università fu anche chiusa dall'autorità pontificia.
Ma il 1859 fa Panno della liberazione: poche trasformazioni subì l'Università prima dell'annessione: Se i cambiamenti scrive il Simeoni a p. 211 nell'ordinamento