Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <475>
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Gli ermcfraU .veneti e la diplomazia 475
E qui comincia la lunga serie delle prepotenze e della oppressione, di cui fu vittima. v-
Un Governo straniero, imposto dalle baionette, inviso. alla po­polazione, non poteva regnare che con la violenza e l'astuzia, e vio­lenza ed astuzia furono i soli mezzi del suo dominio.
Le tasse poste senza misura e a suo beneplacito; le persecuzioni e le calunnie agli uomini d'ingegno: i patiboli e le carceri a chi si lasciava sfuggire un detto di libertà e d'indipendenza : ogni industria e commercio intralciata o interdetta a profitto delle industrie e com­mercio delle altre parli dell'impero ; le scienze che più favoriscono la libertà, impastoiate, se non bandite; favorito l'ozio ed il vizio co­scrizioni annuali, depauperanti la popolazione della gioventù più robusta, tolta alle arti, alle industrie, all'agricoltura e mandata nelle più remote Provincie dell'impero per opprimere altre nazionalità : ecco in pochi termini qual'era il Governo austriaco.
Trentatre anni di questo iniquo reggimento non valsero a fre­nare e a corrompere un popolo integro e amante dell' indipendenza.
L'odio, chiuso da principio ne' petti, cominciò a poco a poco a divampare.
Fu represso, ma divampò di nuovo ; e col tempo a mano a mano crescendo, si fece incendio nel 1848, e di tal impeto e vastità che, non potendo gli eserciti austriaci arrestarlo, ripararono a salvezza nelle fortezze.
Liberi allora i Veneti, per voto universale si unirono ai fratelli di Lombardia e di Piemonte.
Intanto, nuovi aiuti crebbero le forze agli austriaci, e .gl'Italiani, lasciati a sé stessi, impari di forze e nuovi in gran parte all'arte mili­tare, dovettero soccombere ; ma caddero protestando con le armi in pugno e col sangue.
Le resistenze di Udhté, di Treviso, del Cadore, di Vicenza e di Venezia, non vinta dal ferro e dal fuoco nemico, ma. dalla peste e dalla fame, resteranno luminosi esempi dell'amore dei Veneti all' in­dipendenza e dell'odio loro invincibile alla dominazione austriaca.
L'Europa assiste impassibile al nostro sacrificio, e forse credette alla nostra morte.
Vegga adesso se si è ingannata !
Cademmo nel 1849, ma per risorgere e per ricominciare la lotta.
Un brutale Governo militare, che per più anni bistrattò le no­stre Provincie, volle soffocare il nostro amore indipendenza con quei supplizi di Mantova, che fecero, ftìofridire l'Europa, e con le carceri di JosephataC popolate dai Rostri patriotL Misfatti inutili !