Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; STATO PONTIFICIO
anno <1941>   pagina <729>
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Libri e periodici 729
del Risorgimento italiano, e dell'atteggiamento del Conte di Cavour rispetto alla ini­ziativa di Garibaldi; mentre nelle opere dell'Agrari il protagonista è sempre Garibaldi, e la figura del Bertani entra nell'indagine solo di scorcio. Comunque tra le opere ricor­date, ed altre numerose che hanno portato la loro attenzione sull'epica impresa dei Mille e sui principali collaboratori del Generale, l'importanza dell'opera di Agostino Bertani, con i suoi meriti ed i suoi limiti, era cosa acquisita alla storiografia più recente sul biennio delle realizzazioni italiane.
Ora Giuseppe Maraldi, un giovane laureato in storia all' Università di Roma, ha voluto raccogliere i risultati più. notevoH dell' indagine critica sulla partecipazione del Bertani al movimento dei Mille, accrescendoli con un paziente è diligente studio dei documenti conservati nel voluminoso Archivio Bertani presso il Museo del Risorgi­mento di Milano, che già il Luzio anni fa indicava all'attenzione degli studiosi. In verità, ci sia consentito di esprimere il dubbio, che il Maraldi, accingendosi allo studio di queir Archìvio, sperasse di trovare un insieme di documenti più importante di quello di cui poi egli ha potuto effettivamente servirsi: giacché, in fondo, nulla di molto notevole, o anche tale che possa modificare almeno su qualche punto la conoscenza che avevamo dell'opera del Bertani, è venuto fuori dall'Archivio di Milano. Tuttavia il Maraldi ha avuto il buon senso di tenere la sua indagine entro i limiti dovuti, con grande coscienza della modestia dei risultati cui era pervenuto attraverso l'indagine: il che va a sua lode.
E soprattutto va lodato il discernimento critico di cui il Maraldi dà prova nel suo studio, nel quale l'attività del Bertani viene per usare le sue stesse parole rico­struita e posta nella giusta luce degna di lode, ma non scevra di giusta critica.
Quel capitolo della storia del nostro Risorgimento che comprende la preparazione, con i suoi vari momenti di entusiasmo e di scoramento, della spedizione in Sicilia, la partenza da Quarto, l'aiuto dato all'impresa dal Comitato genovese del Bertani appog­giato dai vari Comitati regionali che a questo facevano capo, in concorrenza con la Società Nazionale del La Farina collegata col Governo piemontese e col Conte di Cavour, il conseguente contrasto tra l'indirizzo del partito d'azione e quello del partito moderato, le vittorie garibaldine, lo sbarco sul continente, la spedizione piemontese nell'Italia centrale: questo capitolo è certamente dei più suggestivi di tutta la nostra storia. I problemi che in esso vanno indagati e risolti sono tanti e di tale momento, che esso ha sempre attratto l'attenzione e l'interesse dei nostri maggiori storici. In quel momento della nostra storia, Agostino Bertani occupa un posto dei principali. In una prima fase egli, insieme col Crispi, spinge Garibaldi all'impresa, cercando di vincerne le incertezze all'arrivo delle notizie scoraggianti sulla rivoluzione siciliana, infondendo fede a colui che sembrerà poi animato da una fede sovrumana nella potenza della sua idea e nel­l'eroismo dei suoi mille volontari; in questo periodo l'attività del Bertani ha veramente qualcosa di eroico: ammalato dal 20 aprile per il troppo intenso lavoro, continua la sua opera di preparazione dell'impresa, ed in casa sua si tengono le riunioni che devono decidere della spedizione. Egli è in questo momento l'anima della spedizione. E l'anima della spedizione il Bertani resta, in certo senso, anche dopo che i Mille hanno salpato da Quarto e che Garibaldi ha iniziato la sua marcia trionfale attraverso l'isola. Allora il Bertani organizza a Genova la Cassa Soccorso Centrale, invia a Garibaldi danaro e uomini, che volontariamente accorrono numerosi a Genova per partecipare ali impresa. Ed è in questa seconda fase della sua attività, che il Bertani, prendendo alla lettera il mandato di Garibaldi di cui egli si considera l'unico luogotenente e rappresentante sui continente, si dà ad organizzare una spedizione nell'Italia centrale, contro il parere e la volontà non solo degli uomini del partito moderato, ma anche di quei garibaldini a cui non pareva opportuno metterai in contrasto col Governo piemontese che si dimostrava adesso prodigo di aiuti verso le successive spedizioni, e che forse intravedevano i pericoli coi sarebbe andata incontro una tale spedizione: uomini come Medici e Coseuz. Questo momento dell'attività del Bertani è ben lumeggiato dal Maraldi, e mi sembra molto importante, perchè da una parte spinge sempre più il Cavour sulla via della spedizione