Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; STATO PONTIFICIO
anno <1941>   pagina <730>
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730 Libri e periodici
governativa nel Centro, e dall'altra glie ne dà lo spanto e la giustificazione diplomatica, in nn rapporto 1 cui sfruttamento fu sempre la somma abilità politica del Conte. Onde non pare, in fondo, priva di senso o presuntuosa, la frase che il Bertoni scriveva nel suo taccuino, quando le truppe piemontesi si avviavano a battere quelle del Lamoricière: fallita o no la spedizione nel Centro, abbiamo costretto il Governo a fare le nostre veci . Fallita infatti la spedizione nel Centro organizsata dal Bertani il lettore del presente studio rivedrà come il Governo piemontese riuscì a disorganizzarla nel Golfo degli Aranci in Sardegna, il Bertani si reca in Sicilia, divenendo Segretario del Dittatore; anche nel tracciare l'opera del Bertani in questa carica, il Maraldi non può che servirsi dei documenti noti attraverso lo studio della Mario, ma ne corregge il tono apologetico, collocando in piti giusta e critica luce l'opera dell* intransigente Segretario, riconoscendo che gran parte dei decreti emanati da lui pur essendo informati a principi di giustizia sociale, a criteri di sana e previdente amministrazione, erano però prematuri ed inattuabili, e precisando poi molto bene il senso delle dimissioni del Bertani, rese necessarie dalla situazione nella quale egli si era andato a cacciare col sovrapporre illegalmente e prepotentemente la volontà della Segreteria al prestigio ed alla dignità del Ministero.
Quanto ai documenti, in bnona parte inediti, che il Maraldi pubblica nella seconda metà del suo lavoro, ho già detto che essi hanno nn valore ed nn interesse circoscritto e modesto, almeno nella loro maggior parte. Si possono dividere in tre gruppi: 1) le varie domande che pervenivano al Bertani di arruolamento volontario nell'esercito garibal­dino, dove la cosa più notevole è il diniego di concedere gradi che non fossero guadagnati sul campo, e di accogliere domande provenienti da persone che facessero parte dell'eser­cito piemontese, per non indebolirne la compagine e minarne lo spirito di disciplina, secondo le intelligenti e leali direttive di Garibaldi; 2) fatture, schemi di contratto per il noleggio di piroscafi, per l'acquisto di armi munizioni e buffetterie occorrenti all'esercito di Garibaldi, verbali di Commissioni incaricate dal Bertani di occuparsi dell'acquisto di queste cose, ed altri documenti minori dello stesso genere; 3) infine un grappo più interessante di documenti, comprendente indagini minuziose del Bertani sulle varie città dell'Italia centrale, per sapere se sarebbe stato possibile compiere una insurrezione e mantenerla alcuni giorni con proprie forze, di quante armi e munizioni disponevano le città, come avrebbe potuto aver luogo la cooperazione tra le forze cit­tadine ed eventuali colonne di rinforzo, come e dove si sarebbe potuto sbarcare truppa, armi e munizioni sulla costa, di quali e quanti capi d'insurrezione ed eventuali uomini di governo e di quanta truppa disponevano le città, qual conto si doveva fare delle forze pontifìcie dislocate in quella regione, ecc.; ed oltre a ciò, vari piani di inva­sione e di attacco designati dal Bertani e definiti poi attraverso la corrispondenza con i Comitati locali ed i suoi uomini più notevoli: testimonianza di un vasto lavoro condotto con grande cura dal Bertani in vista della spedizione nel Centro da lui così insistentemente e con tanta tenacia propugnata e vagheggiata.
H diligente lavoro del Maraldi, appoggiato com'è su questo numero notevole di documenti, se non si può dire che porti nuova luce su qualche punto oscuro di questo capitolo della nostra storia o sulla biografia del Bertani, vale però a meglio definire il significato ed il valore dell'opera ardente ed appassionata di quell'intransigente patriotta
milanese. PAOLO ROMANO
GUIDO VAKJTOTELLI. SuZ Mirabella a Fiume; Bologna, Zanichelli, 1940-XVIII, in 8, pp. 176. L. 15.
È la cronaca degli avvenimenti di fiume, che vanno dalle giornate dell'attesa dannunziana (12-14 settembre 1919) fino ai giorni in cui si combatte nella città la vana lotta elettorale e viene inviato in quella l'Alto Commissario per esercitare funzioni che non possono a meno di essere provvisorie (1 aprilo-26 giugno 1921).