Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <481>
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Gli emigrati veneti e la diplomazìa 481
roso indirizzo ai Legati di Parma e Piacenza; nel quale si accenna, anche a quella condizione nefanda.1
Illustri Legati,
In questo giorno di giubilo per r Italia, tra ì plausi dì questa capitole che festeggia ed onora in voi i legati illustri dei popoli di Modena e di Parma, dei quali portate i voti di unione al Piemonte, noi Veneti, li di una terra che-'6. ancora in catene, e amaramente piange, noi siamo stati in fórse di comparirvi dinanzi per non turbare la serenità dei vostri volti e la contentezza dei vostri cuori.
Ma se mai la vostra presenza richiamasse a tristi pensieri le vostre menti, speriamo che le nostre parole li dissiperanno e vi ridoneranno la gioia.
Voi, resi liberi, mirando soltanto a far una questa misera Italia ;dc secoli divisa, le vostre ricche e forti Provincie unite al regno subalpino, il quale, col senno del Parlamento, col valore dell'esercito, capitanato dall'eroico nostro Re, coll'ardita politica, coi sacrifici e con la costanza nel giusto e magna­nimo proposito di fare l'Italia indipendente, s'acquistò il primato di essa, ed ora ottiene così splendide ricompense delle sue grandi viriti.
Poste lasciati liberamente votare j ma non appena i vostri voti e quelli della Toscana che decretarono la decadenza degli aireMuchì e la annessione dei loro Stati al Piemonte, non appena questi voti furono proclamati, fu reso manifesto all' Italia che l'Austria non si terrebbe più obbligata a fere le con­cessioni liberali promesse alla Venezia nei preliminari di pace di Viltoifrauea* qualora gli arciduchi non fossero collocati Sui troni.
Sapej vtf: illustri legati; qùaiSì la. risposta della Venezia, questa offerta dì concessioni'ehe dovrebbero itmtàmlfàliÈfkimfafM: m 3mlUi, degli orci* duchi vassalli dell'AustìM
Bccolkir: iLa Venezia, sa cosa.so.no le promèsse e Iti concessioni iU stria, Fon ne donumdSL, non rie. viioie: e piti che mai .siiegnofiji 1 SflPÌ?? rebbe se fossero dati: :a compenso àeila perdila ftH liberta e ideffindfen-denza deb? Italia centrale .
Cift che vuole Venezia lo dissero i supplizi di Mantova, le ecsg5j[-di Joscphstadt t irametìSsl saoi Agitene ee.mfeferonni'à ftf3fà3 ed* SolfertoSt dei quali non pochi vi lasciarono Jtt vita. Ciò eie vuole lo dicono le à-sórte sue! contrade, private della .gioventù, che ancor le rimaneva, e cjiey dopo i preliminari di Villafranca, tutta accorse noli' Malia centrale per armarsi e per combattere- in po' della causa nazionale.
ÌOteL Venezia vnofe. k indipendenza e l'unione al Piemonte, già votata nel 1848. Essa seguiterà a lottare e patire ;" ma i dolori' e f tormenti non la fiaccheranno, sostenuta com'è dalla certezza che sto per suonare l'ultima or (tal dominio austriaco in Balio.:
Si vegga il aitato libro (assai probabilmente suggerito dolio sfosso Cavour)! Pituite dwànt le Congrés (pg. 198 e seguenti).