Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <486>
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Raffaello Barriera
l'Austria, ma non vuole tentarla primo, per non attirarsi le lagnanze diplomatiche, e per non assumersi tutta quanta la responsabilità del movimento. Il Governo non può che seguire, e seguirà ; come non può ammettere che il moto parta,; -dal di fuori al di dentro, né che bande annate di volontari varchino il conflue, senza che un grido di insurrezione le chiami. Chi ben rifletta non può pretendere elte un Governo costituito proceda alfcmeuti. Però, prima l'insurrezione, poi Garibaldi coi volontari, poi l'Esercito. La questione dunque per noi è chiara : noi non possiamo operare mai ragionevolmente che il Governo, per proprio impulso* ci tragga di servitù, Garibaldi isti­tuiva intanto un Gomitato centrale unitario e con esso s'accor­dava quello d'azione veneto*.?
Si temeva da alcuni che Giuseppe Mazzini, l'indefesso grande agitatore, piantasse la sua bandiera nel Veneto; ma in una lettera che il Mazzini scrisse al DiamHla Muller con l'incarico che questi la comunicasse a re Vittorio Emanuele, si legge : io dichiaro che non sogno neanche d'innalzare, ov'anche lo potessi, una bandiera repub- blicana sul Veneto; che tacendo noi per coscienza e per dignità di ogni programma politico, e limitandomi a gridare guerra all'Austria, aiuto ai nostri fratelli, accetteremmo il programma che escirebbe dal Veneto. Ora, il grido del Veneto, che abbisogna dell'esercito e dell' Italia costituita, com'è, sarà infallibilmente moaarchico. Su << questo punto il re non ha duaque da temere, lo sono repubblicano; può essere che, prima di morire, io creda di dover sollevare la que-* stione politica; ma mi parrebbe delitto sollevarla a proposito del Veneto in faccia all'Austria .a
Queste nobili parole del Mazzini fanno riscontro alla lettera che Daniele Manin, l'antico repubblicano, scrisse dall'esilio nel settembre del 1855, a Lorenzo Valerio ; memoranda lettera che fondava una legge storica col dilemma su Casa Savoia, dilemma rimasto celebre : Io, repubblicano, pianto il vessai lo unificatore. Vi si rannodi, lo circondi, e Io difenda chiunque vuole che l'Italia sia, e l'Italia sarà. Il partito repubblicano dice alla Casa di Savok:: Meiftalia e soncon voi: se no, no- S li costituzionali dice: Pensate a fare l'Italia e non ad ingrandire il Piemonte':, siate italiani e non municipali, e son con voi: se no, no .
1 Étmimné net WCuaeo del Blsorgunenlo di' Milano - A. OiTOfiora, Jrre-dentiamo veneto e provi ivi nqs-ioimli {186.0-186(5), Venezia, tip. Ferrari, 1917.
3 D. E. BiààSiLA; Wàtxi, Wrisetittàtfetim Veneaiu; ProlQgtyrepara2ione> epi­logò (Bicordi d'un testimonio oculare)* dorino, Boux e CL 18W*.