Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <487>
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Gli emigrati veneti e la diplomazia 487
Quando, nel gennaio del 1860, Camillo Cavour ritornò a presie­dere il Consiglio dei ministri, i cuori dei patrioti del Gomitato cen­trale veneto si riaprirono alle speranze. 1113 febbraio di quell'anno si presentarono al Cavour per informarlo sulle peggiorate condizioni del Veneto e sulla necessità di sollecitarne la liberazione, aggiungendo che la Deputazione (quella eletta nella duplice adunanza di Milano e di Torino) era in procinto di andare a Parigi, per caldeggiarvi la causa della Venezia. Ma Camillo Cavour li consigliò a protrarre l'invio.; dei deputati veneti; e ne disse le gravi ragioni, il conte Giovanni' Battista Giustinian non si trovava tra coloro che nel L3 febbraio 1860 si pre­sentarono al grande ministro : egli era a Milano, allora ; e Alberto Cavalletto lo informò con una particolareggiata interessante lettera da Torino. L'ottima moglie del Giustinian, in essa ricordata, era gen­tildonna in tutto degna del conte. Elisabetta Michiel, discendente di dogi, fu fidatissima compagna prima a Venezia, quando nel luttuoso domani della caduta dell'eroica città, il eonte, amico di Daniele Manin, 3 Mdtìata nel proprio palazzo a San Invàso gli amici non col­piti dal bando austriaco ; e poi nell'esilio. Sempre ella seguì il marito, provando serenamente con lui le angustie della povertà; poiché il Governo austriaco aveva sequestrate le loro possessioni, e il padre del conte, rabbioso seguace dell'Austria, negava al figlio emigrato ogni sussidio. Ricchi patrioti lombardi offersero più volte delicati soccorsi al Giustinian, il quale nobilmente li rifiutò commosso: qualche volta li passò ad emigrati più poveri di lui. ' Il Giustinian fu poi depu- tato di Edolo e di Verolanuom; e uno de' primi senatori del Veneto, quando, nel 186JS;-il Veneto venne alla fine riscattato. É fu il primo sindaco di Venezia libera. Egli propose un monumento <iL Venezia a Paolo Serpi, il .precursore di Camillo Cavour, nel separare i diritti civili e politici dello Stato dalle competenze del Vaticano. Mi par di vederla ancora quella maestosa figura, quell'incesso dogale, quel gesto severo; mi sembra di udire ancora quella sua voce gravemente velata. Mori il 1 aprile del l8Ìt
Ma ecco la lettera di Alberto Cavalletto, è inedita i
Particolari narratimi dal marcfeéde Carlo Jrmafemi ohe in Milano tonto ai adoperò por soocorroro t prótttcal veneti, insieme con Giovanni Visconti-Yenosta co­ntai.- CVodi lo carie dell'emigrarono noi HOMO deiJStaorgbiKMrfo.. È Milano).
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