Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <488>
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Raffaello Barbiera
Egregio sìg. Conte Gmstinian,
Torino, 13 febbraio 1860.
Oggi abbiamo commissionalmente presentato al Conte Camillo Cavour, la relazione informativa sulle tristissime condizioni del Veneto, e sulla necessità di sollecitarne la liberazione. Fu accolta con molta premura : e ci assicurò che sarebbe sollecitamente trasmessa a Parigi, perchè ne sia particolareggiatamente informato dall'Ambasciata ita­liana il Governo francese. Ci consigliò poi a dilazionare la spedi­zione a Parigi dei nostri deputati, perchè la loro presenza potrebbe danneggiare la condotta delle pratiche diplomatiche che si stanno adesso tentando per ridurre a capitolazione l'Austria sulla questione dell'Italia centrale, la quale, sciolta nel senso nazionale, avrà per con­seguenza di rendere impossibile la continuazione del dominio mili­tare in Italia.
Fra pochi giorni, la relazione documentata dei Meneghini sulla Venezia vedrà la luce per le stampe; allora la accompagneremo a tutte le Ambasciate straniere qui residenti. Per far fronte alle spese di stampa, e per potere pubblicare in opuscolo distinto tutti gli alti e indirizzi dell'Emigrazione, ci occorre un fondo ci circa 800 o mille franchi. Abbiamo pensato di costituirlo colle offerte dei più agiati emigrati. Qui, abbiamo aperta una colletta ; costi Ella ne inizi e promuova una simile e deleghi due o tre dei più influenti- emigrati a farsi collettori. I danari raccolti siano trasmessi all'avvocato Bonollo Giovanni, il quale si è costituito collettore e cassiere per questo Comitato. Le raccomando di sollecitare questa colletta, occorrendone entro la corrente settimana il danaro per questa prima pubblicazione.
Procrastinando la missione diplomatica, spero che la migliorata salute dell'ottima Contessa sua Moglie, le permetterà di essere depu­tato patrocinatore della causa dei nostri infelici paesi. Le ragioni addotte dal Conte Cavour per aggiornare la missione dei nostri depu­tati sono convincenti e subordinate alV interesse generale d?'Italia. Egli ci assicurò che aveva a cuore la sorte della Venezia, e che non avea motivo di disperare punto di essa
Acqueti i Untori dei nostri concittadini, ed ecciti tutti alla pazienza e atta concordia.
Mi ricardi alla sua ottima Signora, e a tutti gli amici comuni. La riverisco con stima affettuosa.
Suo dev.mo amico ALBERTO CAVALLETTO.'
jVÈgtrie Gius/iman.