Rassegna storica del Risorgimento
DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1917
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QU emigrati veneti e la diplomazia 491
per la stessa accusa d'eccitamento alla diserzione.' Il 14 giugno 1859, essendosi diffusa per tutta Venezia la notizia (pur troppo falsa) che la città sarebbe stata abbandonala dagli austriaci poiché i commissari di Napoleone IH e di re Vittorio erano già venuti per trattare la resa, il popolo impaziente invase in tumulto la piazza San Marco, mentre una bandiera tricolore sventolava nella vicina Spadaria; i militari austriaci, con le sciabole sguainate assalirono la folla inerme, spararono i fucili, insanguinarono le vie. Rimasero uccisi quattro cittadini, fra i quali lo studente Luigi Scolari ; altri, inseguiti dalle sciabole, si rifugiarono nella chiesa di San Marco. Così volle il governatore militare barone Alemann, per atterrire, per punire.
* Ogni città è contristata (dice il Memorandum ai diplomatici stra- nìeri) ogni città è contristata da inquisizioni e condanne che fanno fremere la giustizia; e la città di Mantova è fetta orribile per le car-
* ceri, procedure, sentenze, esecuzioni di sangue di quella Commiste sione speciale, la cui memoria passerà esecrata alla posterità coi nomi venerati delle infelici sue vittime .
E i Comuni dovevano mantenere i gendarmi strumenti degli arbitrii!
Una gendarmeria costosissima ai Comuni, di cui l'ultima cura
è il tutelare le proprietà e le persone, la prima di render più ter-
* ribile all'immaginazione degli oppressi l'idea dell'abbonito dominio.
* La polizia civile e militare e tutti i loro satelliti in opera assidua per tradurre ai Consigli di guerra i detentori d'un'arma, d'una
* cartuccia, d'una coccarda, d'un nastro tricolore .
Nel Memorandum, che nulla dimentica delle oppressioni, delle spogliazioni, delle atrocità commesse specialmente sotto il regime di Francesco Giuseppe, è rilevato anche quel concordato che autorizzava la Chiesa a trattare le questioni matrimoniali e non poche d'Indole meramente civile. Negli emigrati veneti era viva, infatti, l'avversione a ogni intervento di politica religiosa ; e fra essi, si additavano pure non pochi credenti, come il candido Fedele Lamperlico e U grande di Sebenico, Niccolò Tommaseo.
Ma a infamare per sempre un Governo, qual'era l'austriaco, bastavano le spese de'nefandi supplizii barbaramente accollate alle famiglie de'suppliziati .a
Parecchie penne lavorarono, evidentemente, intorno ai fatti esposti nel Memoriale, che terminava con questa perorazione :
*> Èie Bontónsra furono pubblicate sulla Oasaolta Ufficiate di feritoia nei giorni 2 ottobre, 12 novembre, 28 dicembre 1860. li Giornale affidale di Verona il 2 maggio 1861 ne pubblicò un'altro. V. F. 3N'ASt-MoOBNKio, Memorie (Cbloggia, 1916). 3 Pag. i del Memorandum.