Rassegna storica del Risorgimento
DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1917
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pagina
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493
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Gli emigrati veneti e la diplomazia 493
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Mma di illustrare altri documenti, fa duopo rilevare la più meritata sconfitta morale dell'Austria sulla Venezia. Essa, davanti alle Potenze, doveva valere più di tutti gl'indirizzi, più di tutte quelle audaci dimostrazioni che a Venezia e nelle altre città andavano a mano a mano spesseggiando più che per il passato, anche per consiglio del Comitato centrale, dei Comitati segreti, e inoltre per l'opera diretta dei Gomitati d'azione, miranti a clamorose imprese affine di richiamare l'attenzione dell'Europa sul lungo martirio della Venezia.
Il 24 marzo 1861, il Veneto fu chiamato a eleggere mentì rappresentanti al Consiglio dell'impero. La maggioranza si astenne ; e in quella sì segnalavano i nomi più chiari per nascita, per ingegno, per cultura, per ricchezza, li luogotenente generale austriaco ebbe un bel proclamare venti candidati; tuttirifiutarono. Il Veneto tutto (fu detto allora e fu cosi) rinunciava alla facoltà di contraddire il Governo austriaco per evitare di contraddirlo. Nessun contatto conio straniero. Si preferiva l'isolamento doloroso, il lutto solitario.1 Lord Palmerston sin dal 1848 dimostrava che l'impossibilità di riconciliare Austria e Italia sarebbe divenuta maggiore col tempo.*
Ad alcuni eminenti emigrati veneti, segnatamente all'avvocato Leone Pincberle di Venezia e a Valentino Pasini, il grande economista di Schio, fratello del non meno celebre naturalista e statista Lodovico Pasini, balenò l'idea di liberare la Venezia mercè buoni accordi diplomatici e mediante territoriali compensi. Riccardo Cobden s'invogliò ai tentativi, ma la morte lo rapì.8 Più tardi, nel 1863-64, il Ministero presieduto dai Minghetti s'immaginò di poter ottenere, per via diplomatica, lo scambio della Venezia coi Principati danubiani, che la Turchia si credeva avrebbe abbandonati all'Austria, per trovare in essa e sicurezza e scudo contro la Russia. Ma anche questo sogno dileguò.4 Non va dimenticato che l'Austra, d'accordo con la Turchia, negli ultimi mesi del 1858, combatteva l'influenza francese nella questione appunto dei Principati danubiani : sospetti, litigi, ma-* Immori, che non furono estranei alla decisione di Napoleone III alla
1 Stona delle Elezioni Untale dall'Austria nelle Provincie Venete la primavera
del 1B6U Torino, 1862.
* F-orejga-OIfice, 11 novombro 1848. T. Vocnmjopts età., t; PLANAI' DB LA PASM," voi. U, pag. 24>
I JttìGcnuto tare ; tftfa <e iìmqii. <M Wtk'Mko basini, p. 760.
* Sugli assaggi 41 negoziati prima -ctoìK "ì'8 per JWitiiato della Tonezia,
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