Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <495>
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QU emigrati veneti e la diplomazia 405
Venezia, un altro economista giovane e fin d'allora ammirato, Luigi Limati; ma la mano brutale della polizia austriaca scompigliò e di­strusse le sue fila) ; e intanto, a Milano, Benedetto Cairoli, capo dei Co­mitati d'azione, meditava con Giuseppe Guerzoni quelle bande garibal­dine che, nell'ottobre, iniziarono i coraggiosi ma infausti tentativi nel Friuli, e a' quali ho già accennato. L'opuscolo del Lampertico, intitolato : Urgenza della questione veneta, j fu inviato anche al prin­cipe Napoleone con una lettera del Comitato. E s'ebbe (scrisse più tardi Alberto Cavalletto) un'assai confortante risposta che, fatta pub­blica, commosse la diplomazia austriaca .a
XI.
Il principio del non-intervento proclamato nella pace di Zurigo (e fu il punto benefico di quella pace), contrariamente a quanto si affermò da uomini politici francesi anco recenti,8 non poteva bastare all' Italia. La diplomazia austriaca aveva ricevuto non solo ammoni­menti, ma anche esplicite lezioni dalla diplomazia inglese, riguardo al mal governo nelle Provincie italiane.
11 dispaccio del 28 ottobre 1360 del primo ministro inglese lord John Russell all'Austria; dispaccio che suggeriva ai Faraoni del Danubio radicali riforme nel sistema oppressivo sino allora seguito verso i sudditi italiani, era stato preceduto il 12 settembre da altro dispaccio dallo stesso lord John Russell, inviato a Vienna, sugli arresti e imprigionamenti perpetrati senza riguardo alla legge nella Venezia. lio.rd Russell soggiungeva queste parole, che lord Loftus fu incaricato dal Governo inglese di riferire al Governo austriaco : Il * Governo delia Regina pensa che un sistema di governo quale risul- lerebbe dal fatto di questi arresti non possa assolutamente essere adoperato, senza eccitare al più alto grado il malcontento degli abitanti nella Venezia .*
Uno dei più illustri emigrati veneti a Torino, Sebastiano Tecchio, in una memoranda storica seduta del 21 maggio 1861 (evidentemente preparata da Camillo Cavour) accese con viva e persino commovente eloquenza una discussione sulle note del conte Cavour e del conte Rech-
1 {Covine, erodi Botta, 1864.
3 A. CAVALLETTO. Una pagina della storia dell'emigrazione veneta, citata.
9 Si legga quanto 0.0 Borivo iJ deputato francese JOSEPH RisjNAun nel suo vaiarne La Franco decani Vhfatoire (Parte, Alcan, 1893), pag. 240.
* Il resoconto particolareggiato degli avresti arbitrari! fa fatto al Governo della Regina d'Inghilterra dirottamente dal consolo generale inglese a "Venezia,