Rassegna storica del Risorgimento
SARDEGNA (REGNO DI)
anno
<
1942
>
pagina
<
58
>
58 Eugenio Passamonù
ad un più ampio rinnovellainento del trattato di navigazione con la Gran. Bretagna al quale, in un secondo tempo, avrebbe potuto aggiungersene un altro, fra il Regno Unito e gli Stati italiani, che con il Piemonte erano legati da simili convenzioni.
H Pollone comprese che cosa volesse il ministro del Foreign Office, quando questi gli entrò, senza ambagi, a parlare del trattato di commercio, concluso, pochi mesi prima, con la Francia. Sebbene l'Aberdeen volesse, dato il suo pensiero politico, eliminare ogni differenza con la vicina d'oltre Manica, sapeva da un lato, che non era possibile conciliare le ambizioni delle due potenze, così simili nella ultima finalità e, quindi, cosi reciprocamente ostili e, dall'altro, era consapevole che in Parigi lavo -ravasi per conquistare alla monarchia di luglio il maggior numero possibile di aderenze nella penisola italica. E ciò, sia per diretto interesse, sia per agevolare quella politica di riavvicinamento con Vienna, che, dal Guizot, si perseguiva con deliberato proposito, dopo l'ultima crisi orientale. Il trattato di commercio franco-sardo, pur tenendo presenti le molteplici ragioni d'ogni sorta, che ponevan l'uno di fronte all'altro Torino e Parigi, poteva essere una preziosa carta nel giuoco del Quai d'Orsay. Lo aveva intuito lo stesso La Margherita che, nell'inviare le sne istruzioni al Pollone per cattivare alla vertenza tunisina la completa adesione del Regno Unito, lo aveva ammonito, che vi avrebbe trovato una qualche opposizione, a causa del trattato commerciale, di recente conchiuso con la Francia. Né si era ingannato.
U rappresentante di S. M. Sabauda mostrò di comprendere a che mirasse il ministro del Foreign Office, quando questi gli tenne un discorso sui rapporti economici fra il suo Stato e la Francia. E, prevenendo l'Aberdeen e dicendo quello, che il cauto diplomatico inglese non avrebbe espresso, per un eccesso di prudenza e per una peculiare mentalità sua e del suo popolo, gli dichiarò che il Regno Sardo sarebbe stato ben lieto di concludere un trattato di commercio con la Gran Bretagna, superando le difficoltà, che la peculiare legge sulla navigazione, predominante nel mondo inglese, poteva opporre al conseguimento di un simile scopo. E soggiunse che, per il momento, il Piemonte non pensava ad una lega commerciale italiana, che aveva saputo essere oggetto di preoccupazione negli ambienti politici ed economici londinesi. L'Aberdeen, afferrando l'occasione abilmente offertagli dal Pollone, replicò che:
si (les Sardo) avaient pu faire adopter (leur) torli"par toutea Ics Puissanccs Italicnnes, eatte union aurait été assez avantageuse poni (lem) et assez conforme aux intérCta de rAnglcterre.