Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI FEDERICO
anno <1942>   pagina <86>
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86 Renzo U. Montini
convulsione che per nulla ormai può starmi a cuore la vita e la libertà che per poter con­sacrarle entrambe a riparare inanzi a Dio, V. M. ed alla mia famiglia il male fatto ed ancor più ai cattivi esempi dati! Sento di quanto poco peso sieno queste parole nella mia situazione; ma V. M. può col porgermi il modo di convertirli in fatti, e di provare a V. ia. che Ella ha in me un suddito che fu traviato, ma non depravato ne incorregibile. Txe distinte domande noi troviamo formulate in questa supplica. Quella di essere graziato, o, quanto meno, trasferito dallo Spielberg ad altro carcere più salubre: Io Spielberg, infatti, alto sulla cima di un colle, è esposto a tutti i venti e perciò fred­dissimo, e al tempo stesso non ostante la ventilazione continua e l'esposizione sola­tia umidissimo. Quella di poter intrattenere una corrispondenza con i familiari, la cui mancanza fu invero una delle sofferenze maggiormente sentite dai nostri Martiri. E soprattutto il tentativo di persuadere l'Imperatore dopo tanti anni dal pro­cesso della fondatezza dell'autodifesa inutilmente prodotta a Milano. Sì che vi ritor­nano i medesimi temi del documento milanese, cosi riassunti e confutati dal refera to del Salvotti: H sistema di difesa (del Confalonieri), per quanto esteso sia lo scritto che lo contiene, non è che la ripetizione di quanto nei suoi costituti aveva prima deposto. Lo Inquisito sente di aver qualche colpa, ma non vuole essere mai stato cospiratore; sente di essersi per poco lasciato sorprendere dal fallace esagerato racconto di Pecchiti, e dalla imminenza di quella crisi politica che sovrastava in quell'epoca alla Lombar­dia, ma non vuole avere spinto gli avvenimenti, e pretende perfino alla gloria di aver salvato la patria: e questo reale suo merito nel momento del maggiore pericolo, pre­tende egli abbia non solo cancellato quelle tenui prime colpe, di cui si riconosce mac­chiato, ma che perfino gli dia un titolo alla sovrana considerazione. *) Ritorna, per­sino, e con poco diverse parole, la frase che Federico rivolse alla moglie l'ultima volta che la potè riabbracciare prima della sua partenza da Milano per lo Spielberg: Mi hanno dipinto presso Sua Maestà per assai più colpevole di quello che fossi stato in realtà.2) Ritorna, finalmente, il convincimento di federico di essere stato condannato per la lettera da lui inviata per mano di Giorgio Pallavicino e di Gaetano de CastOlia al colonnèllo marchese di San Marzano, delle truppe liberali piemontesi in Novara convincimento da lui ribadito anche nelle sue Memorie : La Commissione sedette per pronunciare sopra di me ; tutti gli altri punti furono abbandonati ed il solo prodotto per l'applicazione della pena... fu la da me allegata lettera al San Marzano 3) mentre è provato che di essa la Commissione non tenne conto alcuno, ritenendo Federico col­pevole di aver diffuso in Lombardia la Federazione e di aver progettato l'arruolamento di una guardia nazionale e la costituzione di una Giunta di Governo.4) Lettera al San Marzano, che era per chi non la avesse presente del seguente tenore:
Non in nome di un'antica conoscenza, di cui probabilmente è in Lei estinta la memoria, ma in nome dell'interesse reciproco dette due nazioni, permetta, Generale, che Le sottoponga alcune notizie ed alcuni riflessi. La verità dei dati è t'anima
!) LuziO A., Nuovi documenti sul processo Confalonivri, Roma, Albrighi e Segati, 1908, p. 144.
2) SANDONA A., Contributo alla storia dei processi del '21 e dello Spielberg, Torino, Bocca, 1911, p, 248.
s) CONFALONIERI F., Memorie e lettere, Milano, Hoepli, 1889, I, 50.
*) Cfr. la conclusione del refera to del Salvotti, intitolata e Risultato e voto, in D'ANCONA A., Federico Confalonieri, Milano, Treves, 1898, p. 399 sgg. Per un rias­sunto generale del processo Confalonieri, cfr. MONTINI, op. cit., parte li, capitolo II.