Rassegna storica del Risorgimento
CONFALONIERI FEDERICO
anno
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1942
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87
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Tre suppliche inedite di Federico Confalonieri 87
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della riuscita nelle imprese. Temo Ella sia su di ciò ingannata da persone, o dall'interesse o daWentusiasmb tratte esse pure in inganno. La meditata invasione di cui vengo informato, colle forze ad essa destinate, non può avere che i più funesti resultati e su gli invasi e su gli invasori. Le forze tedesche* benché piccolissime, non sono così nulle come Le si presentano. I depositi dei varj reggimenti raccolti da tutte le bande le hanno già in quest'oggi rinforzate, e ad ogni ora le vanno facendo maggiori. La linea del Ticino sarà passata ovunque Ella si presenterà con un pugno di gente, ma in Milano sono gli Austriaci in posizione di far testa a qualche centinajo di cavalli. Non si lasci illudere sul loro numero: essi toccano già i tremila uomini. Ella ha sicuramente calcolato sugli effetti della sorpresa, ma un solo ussero piantato di sentinella, un solo villico proveniente dalla campagna, ne può far svanire tutti i vantaggi, ma Ella ha sicuramente calcolato su un altro appoggio, che io, per interesse alla causa e alla verità, devo affatto smentire. So che Le si fa sperare una cooperazione per parte di cittadini. Generale, creda ad un uomo che non vuole né ingannare Lei, né tradire nessuno; non vi conti affatto: ciò che Le si vocifera su di ciò è illusione o menzogna. Non calcoli al suo arrivo di trovare un uomo in armi: sarà facile far gridare e battere il popolo,, ed anche armarlo in seguito, ma non conti su di un ajuto precedente. Venga formata Piemontese col Principe di Carignano alla testa; sarà la ben venuta. Milano le sta aperto, e tosto che gli editti saranno affissi agli angoli, le risorse della città e del paese saranno a sua disposizione. Ma l'attuale invasione sarebbe di danno alpresenie e di rovina al futuro. Generale, altri Le terranno, il so bene, diverso linguaggio, ma questo è il linguaggio che io credo doverle parlare da buon patriotta e da uomo d'onore. j
Venendo ora, dopo quello che ne abbiamo sinora detto, ad esaminale particolarmente la supplica del Confalonieri la quale dovette essere stesa il 17 e il 18 settembre, perchè in quei due giorni Federico si intrattenne complessivamente quasi sei ore col Direttore della Polizia di Bruna, von Muth2) la concessione di cui si parla all'inizio è il consenso imperiale a vergare appunto la supplica: consenso, che il Conte dovette preventivamente chiedere per tramite del Governatore della Moravia, come sappiamo positivamente essere avvenuto per la supplica successiva. Infatti, il Sandonà3) ha pubblicato un attergato di Francesco I, in data 27 marzo 1833, a una relazione del ministro di Polizia, conte Sedlnitzky dove è detto: Permetto che il Confalonieri mi scriva: la sua lettera mi si rimetta al più presto; si dovrà solo accertarsi che non nascano in questo caso degli abusi.
I edieci anni di prigionia comprendono anche il periodo trascorso a Milano durante il processo; iniziatisi il 13 dicembre 1821, si sarebbero compiuti circa due mesi dopo la stesura della supplica stessa. Allo Spielberg, invece, il Confalonieri si trovava rinchiuso, come è ben noto, dal 5 marzo 1824. *)
Tendenziosa è l'affermazione di Federico di non aver inai appartenuto a nessuna- Società segreta ne italiana ne estero: che le autorità erano perfettamente a
U D'ANCONA, op. eit., pp-126-27.
*) Sopporti n. 259 e 260 del 17 e 18 settembre 1831.
) SANDONA, op. eit., p. 327.
*> La data del 5 marzo, indicataci dal CONFALONIEM, op. ck., 1,182, è confermata dal registro matricolare del. carcere: cir. ZAMBONI A., I fogli matricolari dello Spielberg, Documenti e Studi, eit., 1, pp. 190-9J. Errata .quindi la data del 6 marzo fornita dal D'ANCONA, dal SANDONA e da GBRIA L., Vita di una moglie, Milano, Baldini Castoldi, 1935.