Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI FEDERICO
anno <1942>   pagina <88>
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88 Renzo U. Montini
conoscenza non soltanto della sua appartenenza alla Federazione, ma anche della sua affiliazione alla Massonerìa, seguita a Londra nel 1818. *)
Quanto all'accenno al Munch, trattasi del barone Munch. von Bellinghausen, con­sigliere intimo dell' Imperatore, che ispezionò lo Spielberg nell'autunno del 1825 e col quale sappiamo da un rapporto del Muth, datato 10 aprile 1832,2) che Federico aveva chiesto di conferire. Deceduto il Munch, il Confalonieri che dichiarava di diffidare del governatore In za gli i - chiese invece di poter abboccarsi col conte Mittrowski, predecessore dell' Inzaghi a Bruna, che dal 1827 era stato promosso Cancelliere aulico.3)
La frase incriminata della e funesta lettera al San Marzano è certamente quella: Venga l'armata Piemontese col Principe di Carignano alla testa; sarà la ben venuta, ecc. rivelatrice di quelli che erano gli indubbi sentimenti di Federico davanti alla sollevazione piemontese del *21. Sentimenti, d'altronde, che chiari risultano non da questa o da quella frase, ma da tutta la missiva.
La seconda parte del documento, riguardante la salute del Confalonieri, non ha certo bisogno di commenti. Solo possiamo aggiungere che essa è pienamente confermata dai rapporti quotidiani dei Sopraintendenti dello Spielberg, dove sono fedelmente annotate tutte le malattie dei prigionieri e le visite mediche loro accordate. Ma particolarmente eloquente quel rapporto del 5 marzo 1831, n. 67, dove leggiamo che su conforme parere del protofìsico dott. Schlosser il Confalonieri doveva essere autorizzato a ricevere nella sua cella la prescrìtta istruzione religiosa, in quanto le sue condizioni di salute gli impedivano di lasciare il Ietto o, quanto meno, la stanza sino al ritorno della buona stagione.
La conclusione della supplica costituisce, infine, una nuova conferma di quell'eroica fermezza di cui Federico die prova, mostrando di ignorare sino al giorno in cui gli venne ufficialmente partecipata la morte della sua Teresa. Egli parla infatti di sua moglie come se ancóra vivesse, mentre è ormai ben noto e provato come attraverso la cor­rispondenza clandestina da lui intrattenuta con Milano, Federico avesse appreso la scomparsa di Teresa due mesi dopo la sciagura, mentre la comunicazione ufficiale uon gli sarebbe pervenuta prima del luglio 1832.*) Notiamo da ultimo che Vitaliano Confalonieri, padre di Federico, nato nel 1760, contava nel 1831 settantim'anni. e non era quindi più che ottuagenario.
* *
La seconda istanza di Federico che abbiamo veduto espressamente autoriz­zata dal Sovrano è cosi concepita:
Maestà!
Egli i un infelicissimo fra gli Uomini che osa porsi ai piedi della M. S. per invocare uà clemente Sovrano sguardo sui tanti mali fisici e morali che da ogni parte il tengono
*) D'ANCONA, op. cit., p. 53 e Appendice DX
a) SANDONÀ, op. cit., p. 322. Sulla visita del Munch allo Spielberg, cfr. PELLICO S.. Le mie prigioni, capo LXXXTV.
3) SANDONA, ioi.
*) Su questo particolare, cfr. CERIA, op. cit., pp. 286-87, nonché SANDONA, op. cit., pp. 323-24. Che già il 31 luglio 1831 vale a dire un mese prima della presente supplica il Confalonieri fosse a conoscenza della morte di Teresa chiaro risulta da