Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI FEDERICO
anno <1942>   pagina <90>
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90 Renzo U. Montini
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Finalmente, la terza supplica, assai breve, è del seguente tenore: Il sottoscrìtto si trova nel preciso dovere ed assoluta necessità di dichiarare avanti che diasi al suo affare un'esito ulteriore, ch'egli è obbligato di dichiarare il suo costituto fatto in proposito come inesatto ed incompleto e perciò di completamente [ima lacuna, dovuta a tuta macchia] domandando di poter essere su degli scritti a lui trovati diretta­mente ed unicamente inteso da S. E. il Ministro della Polizia,
L'esame dei rapporti quotidiani dei Sopraintendenti dello Spielberg ci consente di ricostruire gli avvenimenti che hanno dato motivo a questa supplica del Confalo -sieri. In una delle periodiche ispezioni alle celle che il Direttore della Polizia compiva mensilmente in giorni indeterminati.*) e verisimilmente in quella del 13 marzo 1834, che è l'ultima in ordine di tempo antecedentemente alla stesura dell* istanza, vennero trovati a Federico dei foglietti scritti a matita.2) Come era di regola in simili casi, il detenuto dovette essere sottoposto ad un interrogatorio costituto , inteso ad appurare le responsabilità dell' infrazione riscontrata.3) Alla stesura dell'istanza fu presente il Muth,4) che dovette certamente curarne l'inoltro al Governatore. Inutile dire che ad essa non fu dato corso, perchè non risulta che mai il Ministro di Polizia, che era il conte Giuseppe Sedlnitzky von Choltitz, ricevesse in udienza il Confalonieri, il quale ebbe invece, nei mesi successivi, prolungati colloqui col Muth.
Riassumendo quanto abbiamo detto sin qui, dei tre documenti il più importante storicamente è senza dubbio il primo, il quale ci ha dimostrato come anche dieci anni dopo il suo arresto Federico non rinunziasse al pari del Moretti a confidare in una scarcerazione che fosse il risultato non già di un semplice gesto di grazia dell' Impera­tore, ma del riconoscimento ufficiale della sua conclamata innocenza. Notevole il terzo per il fatto .che Federico, memore indubbiamente del colloquio avuto con il principe di Metternich, pensava di poter continuare ad avere accesso presso le supreme autorità dell'Impero anche per mediocri episodi di disciplina carceraria. Ma il secondo tutti li supera per il suo contenuto affettivo: per la magnifica, postuma testimonianza di rico­noscenza a Teresa, riconoscenza finalmente dettata al Confalonieri dal dolore di aver perduto quell'angelo, che consunto ma non vinto dal cordoglio come scrisse. Alessandro Manzoni per la sua pietra tombale era asceso a discernere i misteri di
misericordia nascosti quaggiù nei rigori di Dio.
RENZO T7. MONTINI
1) Cfr. PELLICO. Le mie prigioni, capo LXXX.
2) Rapporto n. 190 del 27 giugno 1834: L'Alto Presidio (= Governatorato dì Moravia)comunica la decisione suprema (= dell'Imperatore) riguardo ai biglietti scritti a matita trovali al detenuto Confalonieri, e cioè che tanto il sottosopraintendente Wegrath, come anche le guardie adibite alla custodia dei detenuti italiani vengano ammoniti a compiere i loro doveri di servizio con maggiore attenzione.
3) Cfr. ad esempio, nel citato commento del CIHATTONE alle Mie prigioni, p. 390 ggg., gli interminabili verbali degli interrogatori a cui furono sottoposti il Pellico e il Maroncelli per dare ragione di taluni oggetti loro sequestrati nella visita del 15 aprile 1826. Poco dissimile deve èssere stato il costituto assunto con il Confalonieri e al quale egli qui accenno,
'} Rapporto n. 96 del 3 aprile 1834: Ieri il sjg. Consigliere di Governo e Diret­tore di Polizia von Muth ha conferito con il Gonfalonieri, in Bcguito a domanda del detenuto per lo spazio di mezz'ora.