Rassegna storica del Risorgimento

BRUGNATELLI TULLIO ; CAIROLI (FAMIGLIA)
anno <1942>   pagina <91>
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Lettere inedite dei Cairoli .. 91
LETTERE INEDITE DEI CAIROU
II 3 luglio 1939, Pavia* per la rievocazione solenne dei Cairoli, vibrò un'altra volta di commozione profonda. *)
Il colto devoto che questa città mantiene e manifesta per la famiglia eroica non è dovuto solo all'esempio mirabile di amor di patria da essa dato, ed al naturale stupore che desta lo strazio dell'animo d'una Madre unito ad una forza di sacrificio sovrumana, ma dall'essere essa stata l'espressione più bella e più sincera dell'animo pavese; sì che le generazioni che succedono assorbono l'amor di patria non da qualcosa che sia al di fuori ed estraneo a loro, ma che già hanno nell'animo e nel sangue. Missione educatrice, adunque, che ì Cairoli continuano a compiere e che non cesserà mai, perchè sono per i pavesi fonte eterna d'orgoglio che li guida, per essere degni della loro città, ad esserlo della patria.
Amore intimo e devozione profonda, per quella famiglia e per tutto ciò che la richiama alla mente dei concittadini; non idolatria, manifestazione sempre di povertà d'ingegno e d'animo troppo eccitato, perchè Pavia è città colta e civile, che vanta anche altre famiglie, se non ugualmente, pur benemerite della patria, e fasti storici gloriosi. Per questo il monumento ai Cairoli si direbbe che sorga nel centro della città perchè più degno d'occuparne il posto del cuore.
Certo ad acquistar l'amore giova ai Cairoli il fulgore della giovinezza; dal 1848 al 1870 qualcuno di essi, e sempre più d'uno, e spesso tutti quelli ch'erano ancora in vita, hanno o combattuto o preparato l'occasione di combattere per l'Italia, ed uno solo sopravvisse a quel periodo, per soffrir da solo la ferita del corpo, ed associarsi alla Madre in quelle dell'animo.
* * *
La Madre: non v'è immagine che possa ritrarre il dolore in cui essa vive, come appare in questi cinque suoi scritti che pubblichiamo.2) Né alcuno potrebbe parlare con maggior eloquenza e verità di quelle che troviamo nelle parole sue. Non lo si può'
*) Può vedersi un'ampia relazione della cerimonia svoltasi a Gropello nel Popolo di Poma, numeri 3 e 6 luglio 1938-XVI. Nel secondo è anche riportato il discorso dell'ori. E. M. Gray, pubblicato poi dall'autore col titolo: Cinque in un foco. I Cairoli, in Bollettino détta Sezióne di Novara detta R. Dep. di Storia patria, 1938, pp. 19.
2) Le cinque lettere di Adelaide Cairoli Bono, le tre di Giovanni e le sette di
Benedetto degli anni 1868 e 1869 furono dirette a Tullio BrugnatellL, professore
ali* Università di Pavia ed allora sindaco della città. Fulgida figura di patrlotta,
combattente sulle barricate di Milano nelle Cinque Giornate, e reduce di Malghera,
è naturale fosse legato di amicizia coi Cairoli, come lo era con Carlo Poma, il martire
di Belfiore. L'antica amicizia, più viva per i ricordi comuni di studi, che a noi lega
F ìng. Gerolamo Bianchi, e la gentilezza dei suoi fratelli signora Giulia ved. Peco e
prof. Angelo, e quella della loro mamma, aignora Maria Platner ved. Bianchi, coeredi
di Camilla Platner consorte del figlio di Tullio BrugnateUi, prof. Luigi, hanno permesso
che potessimo prendere visione di queste come di altre carte, che pure ci proponiamo
di fare oggetto di studio. Intanto esprimiamo anche di qui a loro i nostri vivi sensi
di gratitudine.
La scrittura di Benedetto e di Giovanni è quasi elegante, quella della Madre grossa e di mano lenta e pesante.