Rassegna storica del Risorgimento

BRUGNATELLI TULLIO ; CAIROLI (FAMIGLIA)
anno <1942>   pagina <92>
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Costantino Panigada
che comprendere, quanto più si ha l'animo buono e se più la sorte ci ha sottoposti a strazi dell'animo. È richiamo doloroso dei figli perduti, è la cura sollecita devota d'un amor supremo per il più giovane dei due superstiti, per l'ultimo nato, per Giovane nino, per cui ella palpita e spera, e che circonda di difesa e loda per l'abilità con cui sa egli stesso farsi le iniezioni.
Finora quella febbre quotidiana continua purtroppo ad attaccare alla solita ora il mio ammalato, ed anzi ieri l'accesso ne fu notabilmente più forte, ma ritengo che ciò sia una conseguenza inevitabile dello stato di somma impressionabilità in cui trovasi ancora delle stravaganze atmosferiche, le quali ci procurano da ieri l'altro un pessimo tempo, ed un freddo appena plausibile verso la fine dell'Ottobre* Il mio caro sofferente non ha almeno riportato alcuna dannosa conseguenza dal viaggio che si procurò di rendergli il meno disagevole possibile, caricando la carrozza nostra sul vagone a Mortara fino ad Arona, per cui Giovanni ascesovi a Gropello meco non ne discese che nella corte di questa nostra casa, e cosi questo importantissimo intento riescii a raggiungerlo. Un miglioramento in quel dolore cotanto crudele e pertinace, il mio povero sofferente va vieppiù1 constatandolo, ma lentissimo ancora! per cui egli è sempre costretto a subire quelle tre iniezioni quotidiane, è che ha imparato a farsi da se, ed in modo sorprendente in verità!. *)
Si direbbe che ella stringa a sé con i legami d'amore più intenso possibile i cari che le rimangono, crudelmente istruita della sorte di cui si fa cosciente. Essi sono il suo Giovanni, il suo Caro sofferente, il suo ammalato, il Zoro Benedetto, e quando compiutasi la catastrofe, prorompono come singhiozzi le parole di adorazione e di strazio, scrive a Tullio Brugnatelli, primo cittadino di Pavia:
Accolga Egregio Signor Sindaco le benedizioni con cui la raggiunge questa derelitta Madre ne' suoi interminabili strazi! E meco senta, ottimo Signore ed amico, il mio adorato Giovanni, che pure dal Cielo la benedice siccome con quella sua cara -voce il mio povero Angelo le inviava dal suo Ietto di dolore l'estremo suo saluto!.
La sorte, o forse una legge di natura, non vuole che la violenza improvvisa del dolore schianti d'un subito la persona innamorata superstite, e per procacciare un lento abbandono della vita, cioè un prolungamento dello strazio, dà quella goccia di balsamo che toglie dalla disperazione. La Madre degli eroi l'ebbe dall'atmosfera d'affetto mista d'ammirazione accorata ed invitante all'orgoglio, che era intorno a lei.. E scrisse al Brugnatelli:
Sorretta dalla tenerezza del mio Benedetto, dall'unanime rimpianto che cir­conda quest'adorata tomba, pure mi conforta, nella mia desolazione, la certezza che siccome nell'anima sua nobilissima, Egregio Signor Sindaco, cosi presso quegli altri ottimi cittadini della nostra Pavia (che fu si cara al mio povero Giovannino agli altri miei Martiri dilettissimi, al loro venerato genitore!) vivrà perenne quella sacra memoria!....
i) Lettera di Adelaide Cairoli a Tallio Brugnatelli, Belgirate 1 luglio 1869. Da questa lettera, come ri vede, sappiamo che Giovanni Cairoli fu portato da Gropello a Belgirate verso gli ultimi giorni di giugno, e non, come troviamo in M. Rosi, I Cairoti, I, 223 (Cappelli, Bologna, 1929), nel febbraio. Anche la lettera di Benedetto dell'8 aprile dice che non ancora osavano, per timore che s'aggravasse il male, di trasportarlo a Belgirate, e dall'altra che segue risulta che il 1 maggio era ancora a Gropello. Si intenda, che quando non facciamo altra indicazione, ci riferiamo alle lettere che pnbblichiamo in appendice.