Rassegna storica del Risorgimento

BRUGNATELLI TULLIO ; CAIROLI (FAMIGLIA)
anno <1942>   pagina <94>
immagine non disponibile

9* Costantino Panigada
carceri pontificie; il 17 agosto dell'anno seguente da Montecatini dove era in cara scriveva al Sindaco gioicndo che il progetto da Ini propugnato del tiro a segno militare avesse pure l'appoggio del capo della cittadinanza; le discrepanze d'opinione su parti­colari non avrebbero portato alcun incaglio in una questione che si legava al supremo interesse nazionale.
Sarà davvero un bel risultato, e deve crescercene il desiderio lo spettacolo che sinora ci ha dato il tiro federale di Vienna. Qual potente mezzo di concordia si può ottenere pel nostro paese, se ciascuna città è disposta a fare un piccolo sforzo; dia ognuna un granello e si formerà il colosso!.
Alla fine di settembre è a Belgirate, ove continua la cura vuotando bottiglie di Val d'Arno non di Val di Chianti che si tratta di acqua , che ha portato da Monte­catini. E contento che sia stata rimandata la seduta di giunta; così potrà ancora riposarsi per una diecina di giorni; ma è quasi avvilito per aver tanto poco aiutato finora i suoi colleghi in amministrazione, e vivo è in lui il desiderio di risarcirli al suo ritorno a Pavia. Intanto continua a godere delle buone notizie: c'è ragione di sperare in un sensibilissimo miglioramento delle finanze del Comune, per un prestito che probabilmente si avrà dalla Cassa di Risparmio.
Dunque teatro, tiro al bersaglio, cimitero, corso Cavour... Benone, e tutto ciò si potrà ottenere senza Regie cointeressate di sorta; cosa da far venire l'acquolina alla bocca al povero Digny !. *)
Ed il 23 luglio, in quello che fu ultimo sprazzo di sole prima del tramonto, speranza, anzi certezza d'aver ripreso la vita, assestamento delle cose del passato per la sicurezza che si intraprendeva un nuovo più laborioso periodo per il rinascere dell'attività:
..ài miglioramento progredisce e n' è prova questo po' di libertà concesso alla penna dopo la lunga prigionia cui fu costretta...
Pel mezzo più sicuro invierò al più presto le carte riflettenti ai Passeggi pubblici, le quali meco portai nella fiducia di compire a tempo una relazione sui modi che mi sembrano più atti a portar miglioramento hi questo ramo discretamente importante del servizio affidalo alla terza divisione. Ma ebbi un'amara delusione. Appena terminate a Gropello le note che mi mettevano in grado di mandar a termine in un paio di giorni al più quella relazione, la mia povera gamba ebbe a subire quel peggioramento che mi rigettò tra le catene del letto.
Ed ora si legga la lettera che Benedetto scriveva a Tullio Brugnatelli, il 27 set­tembre, cioè sedici giorni dopo la morte dì Giovanni: son parole che così suonano perchè nate da fusione di consanguineo affetto ed identica nobiltà di sentimenti e di fini.
Vera certamente qualche cosa di straordinario hi lui: adorato dalla famiglia, caro agli amici, rispettato per fenomenale privilegio dagli stessi avversari, devoto alla patria con tutte le forze dell'animo e dell'intelletto, tipo sintetico della gioventù, come dovrebbe essere, militante per il progresso sociale... tu sai che se la disperazione
*) Il Cambray-Digny aveva allora il portafoglio delle finanze nel Ministero Menabrea; dava vita in tale tempo alla Regia cointeressata del monopolio dei tabacchi. Come si sa le condizioni del bilancio dello Stato erano gravissime, tanto che il -Digny aveva, alla seduta della Camera del 20 gennaio, iniziato l'esposizione finanziaria affer­mando che la ricerca dei mezzi necessari ad assestare le finanze del Regno era impresa di così grande mole da scoraggiare qualunque ingegno {Atti parlamentari'. Camera dei deputati Ad diem).