Rassegna storica del Risorgimento
BRUGNATELLI TULLIO ; CAIROLI (FAMIGLIA)
anno
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1942
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pagina
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95
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Lettere inedite dei Cairoti. 95
non trionfa di noi gli è per il compianto delle anime elette che rendono omaggio alla sua memoria, e per la convinzione del dovere, santa meta del mio Giovannino e degli altri tre martiri Fratelli.
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Così snona l'amor di famiglia nelle lettere di Benedetto, e questa nota altissima e fervida è rispondente al restringersi intenso dei superstiti a naturale difesa dai colpi incessanti della fortuna.
Da Benedetto sappiamo qualcosa anche intorno alla natura delle sofferenze di Giovanni. L*8 aprile del 1869 egli scrive al Brugnatelli che non gli può dar migliori notizie del fratello:
Malgrado l'energica cura, continua lo spasimo nevralgico che l'obbliga alla quasi immobilità: finora quindi non osiamo trasportarlo a Belgirate, temendo che la scossa del viaggio aggravi il male. Ti confesso che ne sono inquieto, sebbene i medici sieno concordi nel constatarne l'indole nevralgica.
Ed il 1 maggio:
La malattia del nostro povero Giovannino sembra piegare al meglio: così assi-curano anche i medici. Soffre meno nella giornata, passa la notte più tranquillo, non sente lo spasimo in quella parte dove pareva concentrarsi l'infiammazione; insomma sono evidenti i vantaggi ottenuti dalla cura: ma m'inquietano altri indizi di latente irritazione, come il movimento febbrile leggerissimo e di breve durata, ma quotidiano ed il sudore nella notte. Ohi mi giungessero presto consolanti notizie! altrimenti non reggerei alla tortura della lontananza, ed il cuore mi strascinerebbe ancor qui.
Ed il 27 maggio quasi sepolte, all'apparenza, fra quelle riguardanti affari di Stato ed interessi del Comune, ma indizio di cura predominante, le righe per il fratello: benché mi assicurino che siano dissipati gli indizi di latente infiammazione, ho smania di vedere il povero Giovannino sapendolo ancora sofferente.
E queste altre parole (23 ottobre) legando i Mani dei caduti ed i due superstiti insieme, esprimono tutta la vita dell'animo vibrante nella speranza del trionfo immortale.
Ti ho scritto due lettere da Belgirate onde ringraziarti in nome anche della povera Mamma; ma non v'ha parola atta ad esprimere la nostra gratitudine; essa è scolpita nel cuore, dove vivono i Martiri nostri per quel soffio che non si spegne, e toglie alla morte gran parte della sua rapina.
A tanto pus giungere, forse perchè non perisca, l'animo dell'uomo fatto a brandelli dalle sventure.
LETTERE CAXROLI DIRETTE AL PROF. TULLIO BRUGNATELLI
Gropello, 3 agosto [1868]. Carissimo,
Benché il riposo sia il rimedio più efficace all'esacerbata infermità, avrei anticipato il ritorno in Firenze onde offrire col debito telo alla Commissione Municipale la mia cooperazione nella vertenza che tanto interessa la nostra Pavia.
Mi trattiene qui ancora per poche ore lo spasimo nevralgico ed un po' d'irritazione risipolare prodotta da una flussione} partirò mercoledì sera e prenderò alloggio in Firenze