Rassegna storica del Risorgimento

BRUGNATELLI TULLIO ; CAIROLI (FAMIGLIA)
anno <1942>   pagina <100>
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100 Costantino Panigada
A- C. B. Belgirate, J luglio 69.
Illustre Signore,
Eccomi a soddisfare, siccome posso, ad un ben caro dovere, e bisogno del cuore* che tanto divido col mio caro Giovanni. Ed oh potessi Egregio Signore dirle come quella sua lettera, cotanto pregiata e cara, pervenuta al mio Diletto ammalalo due giorni dopo il nostro arrivo qui, ci abbia dolcemente commossi!.., e quanta gratitudine le professi il mio Caro figlio per questa nuova prova della preziosa amicizia, in un colla sua povera madreì Ma io non so che pregarla di voler leggere ne1 nostri poveri cuori questi nostri vivissimi sentimenti, in tutta la loro estensione. Con tali aspirazioni raggiungiamo l'ottimo Sindaco della nostra Pavia, rileggendo quella preziosa lettera che costituisce uno de* più cari auguri che erano serbati al mio Giovanni in questo nostro arrivo ed alla sua sventurata Madre, riguardo a quell'efficacia- che tanto ci ripromettiamo da quest'aria balsamica! a quella guarigione cotanto lungamente sospirata! Fin'ora quella febbre quotidiana con­tìnua purtroppo ad attaccare alla solita ora il mio ammalato ed ansi ieri l'accesso ne fu notabilmente pia forte, ma ritengo che ciò sia una conseguenza inevitabile nello stato di somma impressionabilità in cui trovasi ancora delle stravaganze atmosferiche le quali ci procurano da ieri l'altro un pessimo tempo, ed un freddo appena plausibile verso la fine dell'ottobre. Il mio Caro sofferente non ha almeno riportato alcuna dannosa conseguenza dal viaggio che si procurò di rendergli il meno disagevole possibile, caricando la carrozza nostra sul vagone a Martora fino ad Arona, per cui Giovanni ascesovi a Gropèllo meco non ne discese che nella corte di questa nostra Casa, e così questo importantissimo intento riescii a raggiungerlo. Un miglioramento in quel dolore cotanto crudele a pertinace, il mio povero sofferente va vieppiù constatandolo; ma lentissimo ancora!... per cui egli è sempre costretto a subire quelle tre iniezioni quotidiane, e che ha imparato a farsi da sé, ed in modo sorprendente in verità.
Oh possa finalmente ristabilirsi il bel tempo, e così spiegarsi entro lo spazio di pochi giorni quella efficacia cotanto invocata per il mio povero ammalato! Mi abandono a questa fiducia, che tanto mi è necessaria!
Ed oh come dovemmo deplorare per doppio titolo quelle circostanze che ci privarono di quella visita che Ella aveva la bontà di serbarci, prima della nostra partenza da Gropèllo e di cui avevamo con tanto desiderio vagheggiato il conseguimento! e quanto Le siamo grati. Ottimo Signore, anche di questa sì gentile, e pietosa intenzione. E ciò sia detto di quella Sua graziosa partecipazione, ed accompagnata da que* gentili, quanto affettuosi di Lei commenti all'indirizzo del nostro Benedetto. Questo mio Caro stava per recarsi a Pavia, ed uno de' principali oggetti di quella sua gita era quello di procurarsi la soddi­sfazione di rivederla, e così di parlarle (siccome ritengo avrà egli scritto alla S." V.a) quando, allora, mentre ci trovavamo a Gropèllo, l'arrivo de* Giornali l'obbligava a ripar­tire immediatamente per Firenze.
Ed ora vorrei parlarLe, Egregio Signore, di quella lettera gentilissima che Ella favoriva d'indirizzarmi durante quel nostro soggiorno colà, e per rinnovarLe quelle scuse che per me Le avrà presentato il nostro Zoia 0 per quel ritardato riscontro. Ma Ella mi permetterà di ritornare a viva voce su tale argomento, siccome tanto desidero, e così di esprimer Le il dispiacere che provai per quella commissione elle m'impose una specie di forza maggiore.
}) Al prof. Zola* che sposti Adriana Panizza, già fidanzata di Luigi Cairoli, accenna più volte il Bori nell'opera citata.