Rassegna storica del Risorgimento

BRUGNATELLI TULLIO ; CAIROLI (FAMIGLIA)
anno <1942>   pagina <103>
immagine non disponibile

Lettere inedite dei Cairoli 103
Gropello, 23 ottobre [1869], Carissimo,
Ho ricevuto qui oggi la cara lettera tua alla quale rispondo per mezzo deWottimo Zoia. Scriverò subito a Firenze onde raccomandare il reclamo, sebbene preveda la risposta del Ministero.,.; è quella fatta in identici casi di regolamenti non ancora applicati dalV Università di Padova. Con questo argomento si evade la questione; ma non mi darò per vinto, e replicherò malgrado la poca speranza di riuscita.
Ti no scritto due lettere da Belgirate onde ringraziarti in nome anche della povera Mamma, ma non v'ha parola atta ad esprimere la nostra gratitudine; essa è scolpita nel cuore dotte vivono i Martiri nostri per quel soffio che non si spegne, e toglie alla morte gran parte della sua rapina.
Nella fiducia di vederti presto, ti anticipa un abbraccio il tuo
I -mm
aff.mo dev.mo amico Benedetto Cairoli.
A. B. C.
Egregio Sig.r Sindaco,
Dall'intimo della desolata anima mia La ringrazio del nuovo sì eletto favore che Le piacque d'impartirmi.
Lo aggiunge questa sventurata Madre, quale altro titolo, a quelli st estesi che essa conserverà indelebilmente scolpiti in questo suo cuore cotanto straziato!
Accolga Illustre Signore questi vivi sentimenti, congiunti all'alta affettuosa stima con cui La raggiunge nel suo pianto,
Gropello, 24 nov. 69.
La devoUma aff.ma Sua
Adelaide Cairoli Bono.
Firenze, 29 novembre [1869]. Carissimo amico,
Ho tardato a scriverti sperando di poterti dare una risposta precisa sull'argomento della tua cara lettera. Le tue raccomandazioni sono sempre fatte nell'interesse della nostra Pavia, che tu rappresenti così degnamente come capo della Magistratura municipale, consacrando al nobile ufficio le gagliarde forze dell'ingegno, del cuore e della volontà. Non ti mancherà quindi mai la mia cooperazione, ogni qualvolta ti occorre: è dovere. L'avrei adempiuto anche adesso, se non vi fossero ostacoli, che tu certamente hai preveduti, appena tifa nota la crisi. La risposta che il Vigliani ha dato al Mancini nella Camera è quella dei ministri a tutte le domande relative ad atti della loro amministrazione; essi dichiarano che non vogliono assumere la responsabilità della più lieve innovazione. È necessità quindi l'attendere fin quando sarà proclamato Thabemus pontificem.
Non credo che il Lonza possa dar domani alla Camera l'atteso annuncio. Egli suda a comporre un ministero cogli uomini del suo gruppo; e fa bene, onde nella nuova amministrazione sia coesione di programmi, e non un mosaico di idee che signi' fico una capitolazione di coscienze. Ma la cospirazione dei vinti gli suscita ostacoli, né i rimosso il pericolo che il ministero dimissionario ritorni nella quarta edizione corretta e riveduto, sebbene non sia probabile che la Camera voglia rassegnarsi a simile