Rassegna storica del Risorgimento

DA COMO UGO
anno <1942>   pagina <112>
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112 Libri e periodici
preso dalla sbirraglia e condotto nelle carceri dei graniti; tradotto sul Fornirò vani . nave ammiraglia del Nelson, dopo un sommario processo veniva condannato alla morte a pluralità di voti e fatto impiccate all'antenna della fregata Medusa. Dal ramo di Vico e di San Vito discese quel Galeazzo, famoso per valor militare mostrato in tutte le guerre del suo tempo, tanto che nel 1840, quando fu decisa la spedizione di Otranto contro i Turchi, ebbe affidato il comando della flotta dopo aver ricevuto lo stendardo reale nella chiesa di San Lorenzo. Il nipote, che portò lo stesso nome, fece parlar molto di sé per la sua adesione fervidissima e attiva alle nuove dottrine della riforma: frequentatore assiduo delle adunanze tenute dallo spagnolo Giovanni V aldes, lasciò l'Italia con l'intento di abbracciare apertamente la nuova fede. Legatosi in grande amicizia con Calvino, fondò a Ginevra una chiesa per gli italiani e divenne membro del Consiglio dei duecento, del Consiglio dei sessanta e infine del Concistoro.
Fn del ramo dei Caracciolo di Lecce fra Roberto, salutato a suo tempo come novello Paolo di Tarso figura gigantesca di dominatore e conquistatore di anime la cui vita fu tutto un prodigio e la cui morte fu pari alla vita intemerata; ed è della stessa linea il vivente Mario Caracciolo, generale di corpo d'armata, eroico mutilato di guerra, decoratìssimo di medaglie al valore e di ordini cavallereschi, scrittore militare autorevolissimo.
Dei Castagneto fu Gian Battista Caracciolo, uno dei più. rinomati, condottieri italiani, che ebbe una parte non secondaria in quel secolo di avventurieri, di usurpa­tori e fondatori di stati, di artisti, di poeti, la cui particolare struttura mentale e morale costituisce il mirabile fenomeno della Rinascenza.
Del ramo dei Nicastro fu Vincenzo, nato nel 1808, intendente di Basilicata, con­sigliere della gran corte criminale, procuratore generale della Corte dei Conti, autore della pneumologia del diritto penale e confutatore del noto libro del Gladstone. E uomini celebri per attività.molteplici di pensiero e di opere registrano gli annali degli altri rami: di Sant' Erasmo, d'Airola, di Piacenza e Forino, di Mesuraca e Pannarano, di Pisciotto e Valle, di Burgenza e Martina, di Molisano, di Sicignano e Pettoranello, di Santobuono e Cellamare, di Celenza e Villa, di Marsicovenere e di Rodi, di Girifalco e d'Arena, di S. Angelo, di Villamarina e S. Teodoro, di Casalbore e Santerana.
La famiglia Caracciolo, come si vede, portò in ogni tempo un contributo notevole nella vita della nazione; perciò questo denso volume, scrupolosamente obbiettivo, non soddisfa soltanto il giusto orgoglio di un grande casato, ma assume pure un carattere di valido interesse generale.
Nel dare lode all'A. per la sua pregevole fatica mi piace ricordare che egli è valoroso ex combattente e camicia nera dal 14 ottobre 1922: dimostrazione palese che la sua gente, che ha al suo attivo dieci secoli di storia, è ancor oggi serrata nei ranghi, pronta a marciare in avanguardia con il popolo verso le mete segnate all'Italia dal destino, ' MARINO CIBAVECNA
ANGELA VALENTE. Gioacchino Murai e l'Italia meridionale ; Einaudi, Torino, 1941 XIX, in 8, pp. 407 (Biblioteca di Cultura storica: X). L. 30.
Nel nostro studio su La conversione italiana del Murai, pubblicato nel fase III (1930) de la Nuova Rivista Storica., lamentando col Palmarocchi e col Ciampini che quel Re di Napoli non avesse ancora il suo storico, e augurandoci che la critica, esercitandosi a dovere sulla sua figura, ne correggesse le deformazioni storiche, la liberasse da le leg­gende, e, considerandola finalmente in modo coscienzioso dal punto di vista nostro nazionale, rendesse ad essa, con i difetti e gli errori, la fisonomia che realmente le spetta nella Storia del Risorgimento italiano, ci dicevamo lieti che, dopo il nostro incitamento nel Congresso di Macerata del 1927 e specialmente dopo la pubblicazione del nostro volume documentario su La prima guerra per VIndipendenza nel 1815, gli studi murat-tiani accennassero a un risveglio. Difatti nel Congresso del 1929 in Napoli s'erano avute